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Il corteo 7/ "Melissa come Giorgiana"

BRINDISI - "Se la rivoluzione di Ottobre fosse stata di Maggio, se tu vivessi ancora, se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio, se la mia penna fosse un'arma vincente, se la mia paura potesse esplodere nelle piazze, coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola, se l'averti conosciuta diventasse la nostra forza, se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita nella nostra morte almeno diventassero ghirlande nella lotta di noi tutte donne, se.. Non sarebbero le parole a cercare di affermare la verità, ma la vita stessa, senza aggiungere altro". Questa frase è scritta sulla lapide di un'altra vittima del "male", solo perché manifestava, a 16 anni anche lei, come Melissa Bassi, ed è Giorgiana Masi. Questa poesia è stata letta oggi, durante la manifestazione in piazza Vittoria a Brindisi.

Mar.DeMich.27 maggio 2012

BRINDISI - "Se la rivoluzione di Ottobre fosse stata di Maggio, se tu vivessi ancora, se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio, se la mia penna fosse un'arma vincente, se la mia paura potesse esplodere nelle piazze, coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola, se l'averti conosciuta diventasse la nostra forza, se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita nella nostra morte almeno diventassero ghirlande nella lotta di noi tutte donne, se.. Non sarebbero le parole a cercare di affermare la verità, ma la vita stessa, senza aggiungere altro". Questa frase è scritta sulla lapide di un'altra vittima del "male", solo perché manifestava, a 16 anni anche lei, come Melissa Bassi, ed è Giorgiana Masi. Questa poesia è stata letta oggi, durante la manifestazione in piazza Vittoria a Brindisi.

"Melissa è viva e lotta insieme a noi" è questo uno dei messaggi lanciati dalle migliaia di giovani vite che hanno sfilato nel pomeriggio di oggi a Brindisi. "Dobbiamo rompere il silenzio - ha detto a BrindisiReport.it Francesco Pagliarino, rappresentante Uds di Bari - vogliamo rompere il silenzio e mandare via la paura. Sono un universitario, e il grave attentato del 19 maggio scorso, ha scosso anche l'università. Noi siamo qui oggi, per far rumore, per far sentire che ci siamo. Non deve esserci il silenzio". Brindisi sta reagendo. Gli abitanti e gli studenti brindisini (città e provincia) stanno dando un forte segnale che bisogna sconfiggere la paura. Hanno colpito un'istituzione "sicura", mai toccata prima in Italia. Guardando una scuola, si rivolgeva lo sguardo ad una zona franca ed invece, hanno colpito anche il futuro.

"La giornata della legalità sarebbe dovuta essere una giornata di solo sole, sorrisi e libertà ed invece così non è stata - ha detto sul palco in piazza Vittoria a Brindisi, Alessandro Leo di Libera - Dobbiamo espellere il 'mostro'. Dobbiamo capire il recinto di violenza in cui quella persona/e ha o hanno agito e in che punto è stato capace di aprirlo. Da domani tutti dobbiamo praticare la legalità, dobbiamo esserne i protagonisti. Dopo sabato 19 maggio, mi sono sentito impotente perché qualcuno si è permesso a mettere una bomba dinanzi ad una scuola e uccidere. Basta mafiosi, dobbiamo eliminare l'indifferenza. Lo Stato è quel pezzo di scuola che hanno bombardato".

Oggi, c'erano solo loro, ragazzi e chi combatte le organizzazioni criminali, come l'associazione Libera. C'era rabbia (tanta) nell'aria. C'era (e c'è) voglia di giustizia per Melissa Bassi e per le altre 5 ragazze ferite e per tutti loro che si sentono parte lesa. "La realtà che sto vedendo oggi nella mia città - ha detto il neosindaco Mimmo Consales - è bellissima. Brindisi ha dato una risposta forte di democrazia. Dal primo momento i ragazzi si sono armati di coraggio, lo slogan di oggi 'Io non ho paura' racchiude il senso di tutto quello che sta succedendo. Questa manifestazione è loro, infatti non ho voluto che ci fossero politici su quel palco. Vorrei che Brindisi diventasse la città della cultura e della legalità, in memoria della tragedia".

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