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Il giudice indiano: "Marò terroristi"

KOCHI - Brutto segnale nella vicenda dei due sottufficiali italiani del Reggimento San Marco nelle mani della polizia indiana dalla metà di febbraio, dopo un incidente in cui due pescatori rimasero uccisi, secondo le autorità locali, dai proiettili del nucleo di protezione antipirateria della Marina Militare imbarcato sulla petroliera Enrica Lexie. Secondo una emittente televisiva locale, Zeenews, l'uccisione di due pescatori da parte dei militari italiani sarebbe stato qualificato come "atto terroristico" dal giudice CS Gopinath, dell'Alta Corte del Kerala, perchè hanno sparato "a uomini disarmati".

no24 marzo 2012

KOCHI - Brutto segnale nella vicenda dei due sottufficiali italiani del Reggimento San Marco nelle mani della polizia indiana dalla metà di febbraio, dopo un incidente in cui due pescatori rimasero uccisi, secondo le autorità locali, dai proiettili del nucleo di protezione antipirateria della Marina Militare imbarcato sulla petroliera Enrica Lexie. Secondo una emittente televisiva locale, Zeenews, l'uccisione di due pescatori da parte dei militari italiani sarebbe stato qualificato come "atto terroristico" dal giudice CS Gopinath, dell'Alta Corte del Kerala, perchè hanno sparato "a uomini disarmati".

Il giudizio sarebbe stato espresso in fase di esame della istanza di rilascio della nave da parte dell'armatore italiano, e sarebbe agli atti nel verbale dell'udienza. I pescatori, avrebbe aggiunto il giudice durante la discussione della petizione presentata dall'armatore della Enrica Lexie in cui si chiede il rilascio della petroliera, sono stati uccisi "senza alcun preavviso" ed erano "disarmati". Nel resoconto dell'udienza presieduta a Kochi dal giudice P.S. Gopinathan, sottolinea anche il quotidiano The Hindu, "la Corte ha osservato oralmente che dalla prospettiva dei membri delle famiglie delle vittime, gli atti dei due marò possono essere assimilati al terrorismo perchè loro hanno sparato sul peschereccio senza alcun colpo o altro segnale di avvertimento".

La Corte, dice ancora il giornale, "ha proposto le sue osservazioni allorché l'avvocato dell'agente della nave aveva sostenuto che le azioni dei marò non potevano essere definite terrorismo" come specificato in leggi e trattati internazionali. Nel dibattito in cui inoltre si sollecitava il rilascio definitivo della nave, conclude The Hindu, il legale dell'armatore ha assicurato che "la compagnia armatrice è pronta a dare assicurazioni che il capitano e gli altri membri dell'equipaggio saranno presentati davanti ai tribunali indiani se la loro presenza fosse richiesta in relazione a qualunque processo in futuro".

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