Il ministro Orlando a Brindisi, "Sì alla riforma per rafforzare la democrazia"

Orlando prima ha preso parte a un incontro organizzato dalla Camera penale di Brindisi, presso la biblioteca forense, poi ha raggiunto il comitato per il Sì al referendum coordinato da Rosy Barretta

BRINDISI – La riforma della giustizia e quella della Costituzione sono state al centro del pomeriggio trascorso a Brindisi dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che prima ha preso parte a un incontro organizzato dalla Camera penale di Brindisi con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Brindisi, presso la biblioteca forense “Carlo Monticelli” del tribunale, poi ha raggiunto il comitato per il Sì al referendum coordinato da Rosy Barretta, in via Saponea.

Il confronto svoltosi all’interno del palazzo di giustizia è stato aperto dal’avvocato Augusto Conte, presidente del Consiglio Distrettuale di Disciplina. Dopo i saluti del presidente del Tribunale, Alfonso Pappalardo e del procuratore della Repubblica, Marco Dinapoli, hanno dialogato con il ministro il presidente dell’Ordine degli avvocati di Brindisi, Carlo Panzuti, ed il presidente della Camera penale “Oronzo Melpignano” di Brindisi, Fabio Di Bello. A margine del dibattito, il ministro si è intrattenuto per alcuni minuti con i giornalisti, parlando delle due riforme (in basso il ministro Orlando nel comitato per il Sì, insieme a Rosy Barretta, al presidente della Provincia Maurizio Bruno e al senatore Salvatore Tomaselli).

Il ministro Orlando nel comitato per il Sì al referendu, con Rosy Barretta-2

Per quando riguarda quella della giustizia, Orlano ha spiegato che il governo “sta portando avanti un percorso”. “Abbiamo affrontato alcune disfunzioni gravi che esistevano nel civile. Abbiamo anche iniziato – afferma il ministro - a fare alcuni interventi nel penale e adesso è arrivata la possibilità di un’approvazione di una riforma complessiva del penale. Il nostro è un processo che offre molte garanzie, ma è un processo che nel corso del tempo si è allungato troppo”. “E questo – prosegue Orlando - rischia invece di compromettere le garanzie da un lato e anche di rendere più difficile la certezza della pena. Dentro un quadro in cui l’Italia cambia anche il processo e la giustizia possono cambiare e credo che questo sia un sforzo che è a portata di mano”.

Incontro in tribunale con il ministro Orlando 2-2

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Sul fronte invece della riforma della carta costituzionale, Orlando, sostenitore del Sì, ha affermato: “Credo che ci siano tutte le evidenze del fatto che la nostra democrazia nel corso di questi anni si è fortemente indebolita. Una democrazia che arriva tardi è una democrazia che si svuota progressivamente. Una democrazia che decide con lentezza è una democrazia che non è in grado di dare delle risposte”. “Noi vogliamo – afferma ancora il ministro - che la democrazia torni alla rapidità di questo tempo. Sia in grado di fare delle risposte quando i fenomeni sono ancora sul tavolo e non quando si sono già consumati. Questo io credo che sia il senso profondo di questo cambiamento”. “Chi grida a derive autoritarie – conclude il ministro - chi parla di oligarchie mi pare che non abbia fatto i conti con il fatto che le derive autoritarie e le oligarchie si determinano quando la democrazia funziona male”.

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