Il Monticelli e Mauro, vittima innocente di mafia

BRINDISI – Gli hanno dedicato, qualche anno fa, il parco del quartiere Bozzano. La sua scuola, poi, non lo ha mai dimenticato ed ora si appresta ad adottarlo come vittima innocente di mafia. Mauro Maniglio, diciottenne brindisino, morì prima di cominciare il quinto ed ultimo anno al Liceo scientifico Monticelli, ucciso da una pallottola dopo la mezzanotte tra il 13 ed il 14 agosto 1992.

Mauro Maniglio

BRINDISI – Gli hanno dedicato, qualche anno fa, il parco del quartiere Bozzano. La sua scuola, poi, non lo ha mai dimenticato ed ora si appresta ad adottarlo come vittima innocente di mafia. Mauro Maniglio, diciottenne brindisino, morì prima di cominciare il quinto ed ultimo anno al Liceo scientifico Monticelli, ucciso da una pallottola che gli tranciò l’aorta poco dopo la mezzanotte tra il 13 ed il 14 agosto 1992, quando nessuno degli studenti che il 20 marzo assisteranno e parteciperanno alla sua commemorazione era nato.

Mauro era assieme al cugino a bordo di una Honda 1000 che percorreva a bassa velocità il lungomare di Casalabate, per divertirsi e incontrare amici e ragazze. Ma il clima, all’epoca, era segnato da una sequenza senza fine di fatti di violenza e di sangue, e da questo magma nacque la micidiale combinazione di coincidenze che costò la vita allo studente brindisino.

Quattro ore prima circa, in un’altra località del Salento, Leverano, un commando armato di fucili d’assalto aveva ammazzato un 19enne appartenente ad un altro clan, e aveva ferito gravemente il ragazzo che era con lui. I killer poi si erano dispersi. Uno di loro si era spostato con la sua auto a Casalabate. E stava percorrendo il lungomare quando si accorse che dietro aveva una moto con due giovani a bordo che seguiva esattamente il suo percorso.

Dopo alcuni minuti, il killer si era convinto che si trattava di due sicari come lui, che lo avevano cercato e raggiunto per vendicare l’agguato di Leverano, e decise di agire per primo: fermò l’auto, scese velocemente e fece fuoco due volte contro i due sulla moto. Mauro Maniglio fu colpito alla gola e giunse cadavere in ospedale. Grazie anche alle rivelazioni di un pentito, meno di un anno dopo l’assassino fu incriminato, e poi a cinque anni dall’omicidio di Mauro Maniglio, condannato all’ergastolo in primo grado.

Quella tragedia che scosse un’intera città verrà ricordata giovedì 20 marzo (ore 17) presso l’auditorium del liceo Monticelli, in occasione di un incontro nel corso del quale sarà ufficializzata l’adozione dal parte del liceo di Mauro Maniglio quale vittima di mafia, secondo le modalità indicate a livello nazionale dall’associazione “Libera”, in preparazione della giornata della Memoria e dell’impegno.

All’appuntamento, organizzato in collaborazione con la scola di formazione politica “Antonino Caponnetto” di Brindisi “Proteo Fare-Sapere”, anch’essa di Brindisi, saranno presenti: il giornalista Marcello Orlandini, direttore di BrindisiReport.it, che ricostruirà il quadro ambientale, sociale, storico e culturale del territorio brindisino in cui maturò l’assassinio di Maniglio; il magistrato Francesco Mandoi, della Procura nazionale antimafia, che interverrà sulla valenza educativa per le giovani generazioni della pratica della legalità e della responsabilità; Marco Dinapoli, procuratore capo di Brindisi, che analizzerà la situazione attuale del territorio brindisino sotto il profilo della sicurezza dei cittadini rispetto alla criminalità organizzata, comparandolo con quello degli anni 90; Mario Dabicco, coordinatore provinciale di Libera; i rappresentanti d’istituto, M.Abaterusso, S. Calvano, P. Miccoli e A. Sciurti. Il dibattito verrà introdotto dal dirigente scolastico del Monticelli, Anna Maria Quarta.

 

 

 

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