Il pastore coltivava Cannabis e limoni

OSTUNI – Tra aranci, limoni e pecore una rigogliosa piantagione di canapa indiana, pronta per essere estirpata, essiccata trasformata in marijuana e venduta. È questa la scoperta fatta all'alba di oggi dagli agenti del commissariato di polizia di Ostuni al comando del vice questore Francesco Angiuli. Arrestato il responsabile. Si tratta del 55enne pastore ostunese Luca Locorotondo, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per reati di contrabbando.

Luca Locorotondo

OSTUNI – Tra aranci, limoni e pecore una rigogliosa piantagione di canapa indiana, pronta per essere estirpata, essiccata trasformata in marijuana e venduta. È questa la scoperta fatta all'alba di oggi dagli agenti del commissariato di polizia di Ostuni al comando del vice questore Francesco Angiuli. Arrestato il responsabile. Si tratta del 55enne pastore ostunese Luca Locorotondo, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per reati di contrabbando.

L'uomo era il gestore di una masseria alle porte della Città Bianca sulla strada provinciale per Ceglie Messapica. All'interno dell'agrumeto i poliziotti hanno trovato piante di Cannabis alte quasi tre metri del peso complessivo di 43 chilogrammi. La piantagione è stata estirpata e sequestrata.

Gli uomini di Angiuli hanno fatto irruzione all'alba di oggi all'interno della masseria gestita da Locorotondo, dopo un'attenta attività investigativa durata quasi due mesi. Appostamenti, pedinamenti e controlli di vario genere sono stati eseguiti a carico del 55enne con non poche difficoltà. L'agrumeto dove era coltivata la Cannabis è recintato da mura alte e l'ingresso (l'unico accesso) era sorvegliato da cani di grossa taglia. Blindato, quindi.

Luca Locorotondo all'alba di oggi, quando i poliziotti hanno deciso di entrare in azione, si trovava all'interno dell'ovile (dove c'erano una cinquantina di pecore) adiacente l'agrumeto. Gli agenti dopo un controllo nella masseria si sono portati nel giardino ed è lì che, negli appezzamenti di terreno che dividevano gli alberi di arance con quelli di limoni, hanno trovato le piante di marijuana. Tutte giunte a perfetta maturazione viste le evidenti infiorescenze presenti e i relativi acheni (sede dei semi).

“La piantagione aveva un aspetto lussureggiante: le piante, erano accudite con cura, zappettate e visibilmente innaffiate (era appena stata versata parecchia acqua attorno alla base dei fusti); nei pressi, vi erano secchi, punti di prese dalla rete idrica d’acquedotto dotati di lunghi tubi il gomma, una motozappa di piccole dimensioni ed altri utensili correlati”, spiega il vice questore Angiuli in una nota inviata agli organi di informazione.

Durante l'ispezione delle piante gli agenti hanno notato che un grosso fusto era privo del relativo fogliame e delle infiorescenze. Era stato oggetto di raccolto. Ne è seguita quindi un'ulteriore perquisizione all'interno di uno stabile dove erano custoditi attrezzi da lavoro. In un vecchio mobile nascosto dietro a materiale di risulta c'era una grossa busta in plastica contenente marijuana (circa un chilo), perfettamente essiccata, pronta alla vendita.

Le fasi conclusive dell’operazione sono state costantemente seguite anche dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Brindisi, Marco D’Agostino, pubblico ministero di turno che ha disposto l'arresto di Luca Locorotondo per produzione, coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

Sul posto è stato fatto intervenire uno dei proprietari della masseria che si è dimostrato assolutamente ignaro alla scoperta fatta dai poliziotti. Dopo le formalità di rito Luca Locorotondo è stato trasferito nel carcere di Brindisi.

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