Il prefetto: "Importante reagire subito"

BRINDISI – Il viceministro agli Interni Filippo Bubbico prenderà parte alla seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato per lunedì mattina in Prefettura, in seguito ai due attentati incendiari (gli ultimi di una lunga serie) che la scorsa notte si sono verificati a Cellino San Marco.

Il prefetto Nicola Prete

BRINDISI – Il viceministro agli Interni Filippo Bubbico prenderà parte alla seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato per lunedì mattina in Prefettura, in seguito ai due attentati incendiari (gli ultimi di una lunga serie) che la scorsa notte si sono verificati a Cellino San Marco. La notizia è stata data dal senatore del Pd Salvatore Tomaselli, attraverso un comunicato stampa diramato nel primo pomeriggio.

Il prefetto Nicola Prete, intanto, ha accettato di rispondere alle nostre domande sulla situazione dell’ordine pubblico in provincia, manifestando profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo a Cellino San Marco e ha affrontato la questione relativa all’insufficienza delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine. Intanto, ieri, sono stati stanziati i soldi destinati ai poliziotti per le ore di servizio straordinario.

Signor prefetto, la scorsa notte, con gli attentati incendiari ai danni dell’assessore alle attività produttive Gianfranco Quarta e del dipendente dell’ufficio anagrafe Vito Carulli, si sono registrati due nuovi atti intimidatori a Cellino San Marco. E’ preoccupato per quello che sta avvenendo in questo Comune?

Se non fossi preoccupato, non avrei chiesto l’autorizzazione al ministro all’Interno a nominare una commissione d’accesso (primo passo di un iter che potrebbe portare allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, ndr). La risposta è già in quello che ho fatto. E si tratta di una risposta pesante, di grande rilievo. Oltre a questa, ci sono delle indagini da parte dell’autorità giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri. La situazione di Cellino è attentamente monitorata. Attendiamo i risultati di queste indagini.

Con l’arresto dei 5cinque brindisini colti in flagranza di reato mente tentavano di far esplodere la postazione bancomat di Monteiasi, è stato inferto un duro colpo a questo tipo di attività criminosa. Ritiene che l’escalation di assalti a sportelli bancari e uffici postali nel Brindisino, alla luce di questa operazione, si fermerà?

Intanto devo ringraziare l’Arma dei Carabinieri di Brindisi, che con un’attenta attività di intelligence è riuscita a tessere una fitta ragnatela che ha consentito di cogliere questi individui sul fatto. Abbiamo fondato motivo di credere che questa banda sia la stessa che ha fatto parecchi di questi colpi. Forse non è l’unica, ma certamente il fenomeno, adesso, è stato fortemente ridimensionato. Certo, il crimine non va mai in ferie: l’importante è che la risposta ci sia, sia concreta e sia tempestiva. Basta pensare al caso più clamoroso, quello dell’attentato ai danni della scuola Morvillo-Falcone, e a quello della banda che rapinava i supermercati. Penso che quanto prima riusciremo a mettere le mani su altre organizzazioni che in questo momento sono dedite a colpi particolarmente eclatanti.

Non ravvisa una situazione d’emergenza, sul fronte della criminalità organizzata, nel Brindisino?

Assolutamente no. I dati nostri sono in linea con il resto d’Italia. Ci collochiamo al 50esimo posto per numero di furti in appartamento, piaga usuale del periodo ferragostano. Non siamo certamente i primi per numero di questo tipo di reati.

Le forze dell’ordine dispongono di risorse sufficienti per mantenere la situazione sotto controllo?

Non hanno risorse a sufficienza, nel senso che ci augureremmo tutti di poter mettere un poliziotto a ogni angolo di strada o un carabiniere vicino a ogni negozio. Questo non può essere. Però il governo si sta muovendo. Ieri il Consiglio dei ministri ha elargito una somma cospicua per pagare gli straordinari delle forze di polizia. Si trattava di un problema molto sentito a Brindisi. Sarebbe auspicabile che tutti i vuoti di organico delle forze di polizia a livello nazionale possano essere colmati. Teniamo presente che nel momento in cui si dovessero dirottare su Brindisi dei rinforzi, vuol dire che li distoglieremo da qualche altra città o provincia. Non è facile affrontare questa questione, perché le esigenze ci sono da per tutto. L’ideale sarebbe che il Parlamento consentisse la copertura dei posti scoperti a livello nazionale fra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Questa è la soluzione principe. Gli altri sono solamente degli aggiustamenti.

 

 

 

 

 

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