Il sindaco risponde: "Stipendi ai dipendenti, il ritardo è della banca"

BRINDISI - E' intervenuto direttamente il sindaco Domenico Mennitti, stamani, per fare chiarezza sul ritardo nel percepimento degli stipendi da parte dei dipendenti comunali. Ma non solo per una necessità di comunicazione esterna, tanto è vero che preliminarmente l'amministrazione comunale -fa sapere in una nota l'ufficio del sindaco- ha contestato sia alla banca che svolge la funzione di tesoreria comunale, che alla società esterna cui è demandata la compilazione e la consegna dei Cud ai dipendenti, in un caso l'inconveniente del ritardo degli accrediti, nell'altro il ritardo di un mese nella consegna delle certificazioni fiscali.

Domenico Mennitti

BRINDISI - E' intervenuto direttamente il sindaco Domenico Mennitti, stamani, per fare chiarezza sul ritardo nel percepimento degli stipendi da parte dei dipendenti comunali. Ma non solo per una necessità di comunicazione esterna, tanto è vero che preliminarmente l'amministrazione comunale -fa sapere in una nota l'ufficio del sindaco- ha contestato sia alla banca che svolge la funzione di tesoreria comunale, che alla società esterna cui è demandata la compilazione e la consegna dei Cud ai dipendenti, in un caso l'inconveniente del ritardo degli accrediti, nell'altro il ritardo di un mese nella consegna delle certificazioni fiscali.

La questione era stata resa pubblica da una lettera del consigliere comunale Cosimo D'Angelo (Pdl), che aveva raccolto la protesta di una parte degli impiegati comunali, trovatisi con uno scoperto in banca. "Va sottolineato innanzitutto che presso gli uffici comunali non si è registrato alcun deficit operativo -si legge nel chirimento diramato dal Comune di Brindisi- e che il procedimento ha avuto la regolare e tempestiva attivazione. Quanto accaduto è conseguenza di fattori assolutamente esterni all’amministrazione, derivanti dall’entrata in vigore di una normativa nazionale (d.lgs. n. 11/2010) che, recependo una direttiva europea sui servizi di pagamento, ha specificamente regolamentato e innovato la materia".

Il decreto prevede che l'accredito sui conti dei dipendenti debba avvenire il giorno lavorativo successivo a quello dell'ordine di pagamento pervenuto alla tesoreria, ma il termine può essere aumentato previo accordo tra ente locale e banca. Un accordo di questo genere non è mai stato stabilito tra il Comune di Brindisi e la Carime, tuttavia la banca ha "del tutto arbitrariamente posticipato di due giorni l’ordine di pagamento tempestivamente effettuato dal Comune, giustificando la circostanza con necessità operative interne dipendenti dal proprio sistema informatico". L'ammiunistrazione comunale stamani ha contestato ciò all'istituto di credito.

Non è vero, poi, fa sapere il sindaco, che l'amministrazione non abbia informato gli uffici, e quindi i dipendenti, delle cause del ritardo, e altresì non è possibile -come ipotizza D'Angela- anticipare gli ordini di pagamento perchè "un siffatto comportamento, rendendo indisponibili le somme nelle casse comunali prima del dovuto, avrebbe configurato un danno erariale e presumibilmente anche un illecito penale".

Infine la faccenda dei Cud in ritardo. Premettendo che il termine del 28 febbraio non è perentorio, "il Comune di Brindisi ha provveduto a suo tempo a esternalizzare il servizio ad un soggetto terzo al quale, comunque, tale ritardo è stato contestato".

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