Il sospettato della rapina piantonato in ospedale. Il presunto complice sempre braccato

FRANCAVILLA FONTANA – La caccia al rapinatore continua. Al momento i carabinieri non sono riusciti a individuarlo. Ma non disperano. Dovrebbe essere ferito ad una gamba e quindi prima o poi dovrà fare ricorse alle cure dei medici. Esattamente come è accaduto al presunto complice. Presunto, perché Bartolomeo Begher, 36 anni, francavillese, ha detto ai medici del pronto soccorso dell’ospedale francavillese di avere avuto un incidente stradale. Poi non ha aggiunto altro.

Giosuè Rodia

FRANCAVILLA FONTANA – La caccia al rapinatore continua. Al momento i carabinieri non sono riusciti a individuarlo. Ma non disperano. Dovrebbe essere ferito ad una gamba e quindi prima o poi dovrà fare ricorse alle cure dei medici. Esattamente come è accaduto al presunto complice. Presunto, perché Bartolomeo Begher, 36 anni, francavillese, ha detto ai medici del pronto soccorso dell’ospedale francavillese di avere avuto un incidente stradale. Poi non ha aggiunto altro.

Certo, le ferite di Begher sono compatibili con l’investimento della moto a bordo della quale i due rapinatori fuggivano da parte della Renault 4 guidata da Giosué Rodia che poco prima era stato aggredito dai malviventi e ferito a colpi di pistola dopo che aveva lanciato contro di loro il borsello contenete 37mila euro: l’incasso del suo distributore automatico di benzina Agip situato lungo via Niccolò De Reggio, quel pezzo di via Appia che attraversa Francavilla e immette sulla statale 7 in direzione Brindisi.

Il tentativo di rapina è avvenuto stamattina verso le 9,30. Giosué Rodia è andato al distributore di benzina, ha prelevato l’incasso (tutto in banconote), l’ha sistemato nel borsello. Quindi è salito sulla sua vecchia Renault 4 targata Pavia di colore kaki, e si è diretto in via San Francesco, dove poco più in là della sua abitazione c’è la banca in cui avrebbe dovuto depositare il contante.

In via San Francesco la Renault viene affiancata da una maximoto Yamaha, di colore blu e bianco targata AY 89222, con a bordo due persone con il volto coperto da caschi integrali. Il passeggero impugna una pistola. Minaccia Rodia e lo fa fermare. Chiedono i soldi. Rodia, dopo un attimo di esitazione lancia contro di loro il borsello pieno di banconote che si apre facendo uscire il denaro (verrà recuperato e consegnato al padre del ferito). Il malvivente perde il controllo della situazione e spara quattro colpi contro Rodia. Tre vanno a vuoto, un quarto lo raggiunge all’inguine sinistro.

I due scappano in direzione di via Brindisi. L’incrocio è regolato da semaforo. Forse c’è il rosso e si attardano per non dare nell’occhio. Non immaginano che Rodia, sebbene ferito, si è  rimesso al volante, ha fatto inversione di marcia e si è lanciato alle loro spalle. Incurante del semaforo rosso attraversa a razzo l’incrocio e piomba addosso alla moto. La tampona. Uno dei motociclisti vola per aria, l’altro con il casco finisce sul parabrezza e vi rimangono la forma e le tracce della vernice del casco. La botta è talmente violenta che la Renault passa sulla motocicletta e si arresta poco dopo.

I due malviventi sono doloranti e feriti. Sul posto rimangono la motocicletta e poco distante una cartuccia calibro 7,65 (lo stesso dell’arma che ha ferito Rodia) che ha sicuramente perso nell’urto con l’asfalto uno dei due banditi, e le loro scarpe. Dopo qualche attimo di disorientamento si mettono in piedi e cominciano a correre lungo via Benedetto Greco. La scena viene notata da una guardia carceraria che si trovava a passare. Dà l’allarme, quindi li insegue.

L’agente vede che si tolgono i caschi e si dividono. Rincorre quello che zoppica maggiormente ma perde il contatto. Qualcuno dice che l’ha visto infilarsi nella scuola media San Francesco. Dell’altro si perdono le tracce. Ma per poco. Perché ha riportato ferite abbastanza serie da costringerlo a rivolgersi al pronto soccorso.

“Stavo a circa 100 metri – racconta un anziano -, mi sono girato e ho visto correre una persona. La mia attenzione è stata attratta dal fatto che correva saltellando, come uno che si fosse fatto male. Poi ho visto la moto per terra ed ho pensato ad un incidente stradale”.

La scuola viene immediatamente circondata e battuta palmo a palmo, ma senza risultato.

Il grosso problema è che non ci sono testimoni. L’unico che ha visto qualcosa è un  dipendente del supermercato “Sisa” di via San Francesco situato dirimpetto l’abitazione di Giosué Rodia, il giovane francavillese, ferito. E’ stato sentito dai carabinieri della locale Compagnia. Ha descritto le fasi concitate, i colpi di pistola sparati, il denaro che volava per strada. Quindi ha visto i due malviventi, caschi calzati, allontanarsi su una moto di grossa cilindrata e Giosué Rodia lanciarsi al loro inseguimento.

Comunque la testimonianza del dipendente del supermercato non offre spunti investigativi circa l’identità dei malviventi. Su questo punto potrebbe essere d’aiuto Rodia. Ma il giovane, anche se la ferita non è grave, non è stato possibile interrogarlo. Trasportato in ospedale a Francavilla, dopo essere stato sottoposto agli accertamenti, è stato trasferito al Perrino di Brindisi perché era urgente un intervento di chirurgia ricostruttiva.

La caccia, come si diceva, continua. I carabinieri del maggiore Fabio Guglielmone, comandante la Compagnia di Francavilla, e del Reparto operativo provinciale stanno setacciando gli ambienti malavitosi locali. Sono convinti che si tratti di un francavillese, della cerchia di Begher che, per ora, è solo piantonato all’ospedale “De Lellis”. Ma non è escluso che entro questa sera scatti un provvedimento di fermo.

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