Impianti di autolavaggio abusivi: tre denunce a Brindisi

Contestata la violazione di nome urbanistico-edilizie a un imprenditore e due società

BRINDISI – Impianti di autolavaggio abusivi a Brindisi. Due ne sono stati scoperti dagli agenti della Polizia locale, con conseguente denuncia sporta nei confronti del titolare dell’attività, conosciuto per aver realizzato strutture identiche in diverse zone della città,  e del legale rappresentante delle due società che risultano proprietarie dei terreni.

I controlli

Antonio Orefice 2-2-2La segnalazione relativa a violazioni delle disposizioni di legge in materia urbanistico-edilizia è stata trasmessa in Procura, a conclusione delle verifiche che i poliziotti diretti dal comandante Antonio Claudio Orefice (nella foto accanto) hanno portato a termine lo scorso mese di agosto, spingendosi nei quartieri periferici.

“Al momento del sopralluogo non vi erano lavori in corso”, si legge nella relazione che attiene alla notizia di reato a carico di un imprenditore residente a Brindisi e di una donna che risulta amministratore e legale rappresentante di due società con domicilio fiscale a Ostuni. Le srl, stando agli accertamenti, sono titolari di porzioni del terreno nel quale è stato realizzato l’impianto di autolavaggio.

Le contestazioni

Gli agenti hanno verificato l’installazione di “due impianti a portale del tipo automatico, strutture a colonnina per gettoniera e per aspirapolvere” che permetto il lavaggio delle auto fai-da-te. Nonché la realizzazione di “un battuto di cemento su un’area di 1.190 metri” e di una “piattaforma a faccia, delle dimensioni di circa 20 metri quadrati con altezza media del basamento di circa 15 centimetri”.

Le contestazioni per violazioni al regolamento edilizio attengono anche alla realizzazione di “una piattaforma delle dimensioni di 16,40 metri per tre su cui è stata installata una tettoia metallica di circa 18 metri quadrati con montanti in ferro e copertura con lamiera grecata zincata e con due pareti chiuse mediante pannelli sandwich coibentati oltre a due serbatoi in pvc per accumulo dell’acqua”. Infine, è stata contestata la costruzione di un box prefabbricato “adibito alla distribuzione automatica dell’acqua delle dimensioni di 3,30 metri per 2,40 metri con tettoia e colonnina per gettoniera”. Il tutto – si legge – a circa sei metri e mezzo dalla sede stradale”.

L’altra denuncia

Nel mese di agosto, gli agenti della polizia locale hanno verificato anche una serie di villette edificate in contrada Lobia, segnalando alcune variazioni con riferimento a un immobile di proprietà di una donna nata a Brindisi. Tra le contestazioni, risultano la realizzazione di una centrale elettrica, di un muretto, di modifiche interne e del prospetto.

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