Impianti termici, via all'autocertificazione. Confartigianato: "Regna il caos"

Il termine ultimo fissato al 31 marzo 2019: attività delegata alla Santa Teresa. L'associazione chiede un tavolo urgente

BRINDISI - Fino al 31 marzo 2019 è attiva la nuova campagna di autodichiarazione degli impianti termici ed altri impianti di climatizzazione avviata dalla Provincia di Brindisi, per il biennio 2018-2019 nei Comuni del territorio provinciale, con la sola eccezione di Brindisi (in questo caso procederà la società partecipata del Comune di Brindisi, Energeko)

La documentazione relativa a modalità e procedure tecniche sono disponibili presso gli uffici della Società Santa Teresa spa, in via Ciciriello, ex caserma vigili del fuoco a Brindisi, o sui siti internet www.provincia.brindisi.it e www.santateresaspa.it. Per ulteriori chiarimenti sono a disposizione dei cittadini il Numero Verde 800403468 e il numero di telefonia fissa 0831/562481, interno 6, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12.00. 

"Gli utenti interessati sono invitati ad adempiere a tale obbligo di legge per non incorrere nelle sanzioni previste dalla norma vigente in  materia", sottolineato dalla sede della Provincia.

Confartigianato: "Regna il caos"

Ma l’avvio della campagna di certificazione è al centro di una polemica sollevata dal presidente di Confartigianato Brindisi, Fabrizio Topputo, che attraverso una lettera aperta indirizzata al presidente della Provincia di Brindisi e all’amministratore unico della società Santa Teresa denuncia la situazione di caos che regna fra gli imprenditori del settore e per questo chiede la convocazione di un tavolo urgente. 

Pubblichiamo di seguito la lettera di Topputo

Scriviamo la presente anche ad esito di numerose comunicazioni di pari tenore inviate negli scorsi mesi per rappresentare quanto segue. Da ultimo, l’incontro dello scorso giorno 05 dicembre 2018 presso la sede della Società Santa Teresa, tenutosi alla presenza del dott. Palma e dell’ing. Vantaggiato, ha consentito di rilevare con drammatica evidenza tutti i limiti della campagna in oggetto. La sola circostanza che ad inizio dicembre si tengano incontri informativi in relazione ad una campagna indetta dal 13 novembre dovrebbe essere sufficiente a descrivere il grado di confusione con il quale l’utenza e le imprese esercenti attività di manutenzione degli impianti termici sono costrette a confrontarsi.

L’approvazione della nuova disciplina regionale indirizzata alla messa a regime del catasto, già vigente in ampia parte, l’introduzione delle nuove procedure provinciali per l’accreditamento dei manutentori, l’acquisto dei bollini e lo svolgimento dei controlli, sono solo alcuni degli elementi di criticità che, unitamente alle caratteristiche di una campagna “chiusa”, avviata unilateralmente e in un periodo di elevatissima intensità lavorativa per le imprese operanti nel settore – quello dell’avvio degli impianti – si stanno traducendo in una situazione di vero e proprio caos nei territori.

Un caos plasticamente emerso nell’incontro del 5, durante il quale i tecnici della provincia si sono trovati nell’imbarazzo di rispondere alle numerosissime e più disparate richieste provenienti dalla platea degli imprenditori. Un caos che si sarebbe potuto evitare sol che si fossero accolte le richieste, più e più volte reiterate dalla presente Federazione, di costituire un tavolo tecnico con le associazioni di categoria al fine di indirizzare al meglio e condividere scelte e decisioni onde consentire alle imprese di non rinunciare a quello che è il requisito fondamentale della loro operatività: la possibilità di programmare e gestire i flussi di lavoro.

Un metodo concertativo, questo, che finanche a livello regionale è stato ritenuto irrinunciabile tanto per la stesura della nuova normativa di settore che per la successiva fase di gestione (si vedano i provvedimenti attuativi di cui alla DGR 1399/2018 nella parte relativa all’istituzione del Comitato Tecnico Permanente).

Lungi dal rimarcare nuovamente quanto sopra, già rappresentato in ogni sede e luogo, con il massimo spirito di collaborazione e con l’intento, che sappiamo comune, di assicurare un ordinato e proficuo svolgimento delle attività richieste dalla Provincia e materialmente affidate alle imprese di manutenzione, si richiede pertanto l’urgente costituzione di un tavolo tecnico in cui referenti provinciali e rappresentanze delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei manutentori possano confrontarsi e interagire per trovare pronta soluzione alle problematiche che, già oggi, stanno mettendo in grave difficoltà i cittadini e le imprese del territorio.

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