In aumento i beni confiscati alla criminalità organizzata nel Brindisino

In aumento nel territorio brindisino i beni confiscati alle mafie. Se nel 2013 in provincia si sono contati 309 beni, tra immobili e aziende, confiscati, nel 2015 le confische sono arrivate a 557; un trend comune in tutte le province della Puglia

Screenshot della mappatura dei comuni del brindisino, dal sito Confiscati Bene

BRINDISI - In aumento nel territorio brindisino i beni confiscati alle mafie. Se nel 2013 in provincia si sono contati 309 beni, tra immobili e aziende, confiscati, nel 2015 le confische sono arrivate a 557; un trend comune in tutte le province della Puglia.

I dati, raccolti dall’Anbsc, Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, sono aggiornati al 31 dicembre 2015 e sono stati pubblicati in anteprima da Confiscati Bene, un progetto, tra giornalismo e attivismo civico, che si propone di rendere sempre più trasparente la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Italia, mappando, monitorando e analizzando i dati di questo strumento giuridico ed economico che lo Stato usa per contrastare le mafie.

In questa speciale classifica la Puglia occupa un posto di “riguardo”, sono 1.126 i beni sequestrati, poca cosa rispetto ai 5.502 della Sicilia, ma, quasi a seguire una fantomatica logica di importanza tra le organizzazioni criminali del Paese, è preceduta solo da Campania (1.918), Calabria (1.811) e Lombardia (1.186).

Prendendo invece in esame la situazione regionale, la provincia brindisina precede, progressivamente, quella tarantina, quella leccese, la provincia foggiana e la BAT, con, rispettivamente, 176, 150, 91 e 53 beni confiscati. Solo il territorio barese, con 347 beni requisiti alla criminalità organizzata, supera la provincia di Brindisi che, dati Anbsc alla mano, conta nel 2015 ben 309 tra immobili e aziende sottratte al potere mafioso.screenshot province Puglia-2 

Dati che possono dare un’idea della presenza criminale nelle province pugliesi, ma anche dell’azione portata avanti dallo Stato nel contrastare, economicamente, l malavita. Quasi una cartina al tornasole che mostra le due forze, sopracitate, tra loro contrapposte.

Si arriva così ad una visione più precisa anche dei vari comuni della provincia brindisina, una zoomata che mostra una realtà territoriale permeata costantemente dalla presenza della criminalità organizzata, come è stato dimostrato dalla recente relazione della Dia per il primo semestre del 2015.

Sono 106 i beni confiscati a Brindisi: 95 gli immobili, divisi tra abitazioni indipendenti (4), appartamenti in condominio (36), box e autorimesse (26), terreni agricoli (3) e ville (6); mentre sono 11 le aziende requisite, divise a loro volta tra beni senza personalità giuridica (1), imprese individuali (2) e società a responsabilità limitata (8).

Seguono Fasano e Torchiarolo, rispettivamente con 51 e 50 beni; per il comune fasanese una spartizione equa tra appartamenti, ville e terreni agricoli, mentre per il territorio relativo a Torchiarolo si evidenziano ben 43 terreni agricoli confiscati.

Degne di nota, soprattutto a causa di una presenza mafiosa riconosciuta e riconoscibile, le confische nei comuni di Ostuni (28 beni, esclusivamente immobili), San Vito dei Normanni (19), Ceglie Messapica (17 beni, esclusivamente immobili), San Pietro Vernotico (15) e Mesagne (10).

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