Incendi: bilancio danni e polemiche

BRINDISI - Mancavano solo le aree protette, poi il quadro è completo. Brucia da circa una settimana in lungo e in largo la provincia messapica. E ieri mattina se ne sono andati in fumo dieci ettari, circa, del parco regionale Punte Saline della Contessa. Colonne di fumo alte decine di metri, macchia mediterranea e canneti distrutti, ecosistemi sconvolti dalla furia cieca delle fiamme alimentate dal vento di scirocco. Fortunatamente nessun danno a persone o aziende, sebbene dalla zona industriale alle aree protette, dalle zone di pregio alle zone umide, a quelle residenziali come quella cosiddetta dei "Colli di Ostuni", le fiamme non abbiano risparmiato niente e nessuno.

Antonio Portolano 13 giugno 2012

BRINDISI - Mancavano solo le aree protette, poi il quadro è completo. Brucia da circa una settimana in lungo e in largo la provincia messapica. E ieri mattina se ne sono andati in fumo dieci ettari, circa, del parco regionale Punte Saline della Contessa. Colonne di fumo alte decine di metri, macchia mediterranea e canneti distrutti, ecosistemi sconvolti dalla furia cieca delle fiamme alimentate dal vento di scirocco. Fortunatamente nessun danno a persone o aziende, sebbene dalla zona industriale alle aree protette, dalle zone di pregio alle zone umide, a quelle residenziali come quella cosiddetta dei "Colli di Ostuni", le fiamme non abbiano risparmiato niente e nessuno.

Come i vigili del fuoco, costretti ad operare con quattro squadre su turno: due dal comando provinciale di Brindisi ed una a testa dai distaccamenti di Brindisi e Francavilla. Venti vigili contro una cinquantina di incendi al giorno e più, da circa una settimana ad oggi. Appiccati non si sa, se da mani inconsapevoli, e sviluppatisi per le alte temperature di una stagione estiva che si preannuncia senza precedenti sin dalle prime battute. E l'emergenza non accenna a placarsi. Esplode intanto la delusione dei Vigili del Fuoco che attraverso tutte le sigle sindacali, nessuna esclusa (Cisl, Cgil, Uil, Conapo, Confsal, Usb) denunciano la situazione del Comando Provinciale di Brindisi che di questi tempi è, ogni giorno sempre più critica.

Il decreto "Salva Italia" ha contribuito alla riduzione degli organici. "La stessa Regione Puglia ha deciso, di tagliare le risorse destinate alla campagna boschiva 2012, attuando la soppressione di una delle due squadre di supporto operativo che dal 15 giugno al 15 settembre si aggiungevano alle squadre ordinarie in un periodo in cui il nostro territorio triplica la sua popolazione specie nelle zone turistiche della Provincia".

"Col famigerato progetto 'Salva Italia' adottato dal Governo, che ha come unico intento - spiegano i sindacati - quello di far quadrare il bilancio economico, che di conseguenza si riflette sulle Regioni e sulle Province, si mette di fatto in ginocchio un settore come quello della sicurezza, in un paese civile e democratico, la sicurezza dovrebbe essere al centro degli interessi dei propri cittadini. La nostra città a fronte di un carico industriale ad alto rischio rilevante, delle problematiche legate all'Aeroporto, al Porto, ad un alto incremento demografico, vede l'organico dei vigili del fuoco sempre più assottigliato".

"Ad aggravare la già critica situazione, si aggiunge, sempre per battere cassa, la riduzione graduale dei vigili del fuoco volontari che conta fino a fine anno della riduzione del 70% dei richiami; Volontari chiamati - continuano i sindacati - a periodo di 20 giorni per sopperire la ormai cronica carenze di personale professionista. Inoltre si aggiunge che, a malincuore, la Regione Puglia ha deciso, di tagliare le risorse destinate alla campagna boschiva 2012, attuando la soppressione di una delle due squadre di supporto operativo che dal 15 giugno al 15 settembre si aggiungevano alle squadre ordinarie in un periodo in cui il nostro territorio triplica la sua popolazione specie nelle zone turistiche della Provincia".

"I vigili del fuoco attraverso i loro rappresentanti sindacali lanciano un grido d'allarme per il fortissimo calo del livello della sicurezza nella nostra provincia. Molto spesso ultimamente, i vigili del fuoco non riuscendo a far fronte alle richieste di intervento, vengono accusati e spesso minacciati da cittadini che giustamente non conoscono lo stato in cui versa il comando brindisino. La popolazione deve sapere che siamo quasi impossibilitati a gestire più interventi contemporaneamente proprio perché le squadre di soccorso sono in numero insufficienti per la domanda di sicurezza della cittadinanza, e con l'approssimarsi della stagione estiva le difficoltà aumentano esponenzialmente. Come se non bastasse, il Comando di Brindisi è chiamato ad operare presso le zone terremotate dell'Emilia, ed attraverso dei provvedimenti del Dipartimento, lo stesso Comando è autorizzato al reintegro del solo 60% del personale impiegato, con un ulteriore abbassamento della soglia di sicurezza". Tutto ciò - giova ricordare - accade in una città a fronte di un carico industriale ad alto rischio rilevante, delle problematiche legate all'aeroporto, al porto, ad un alto incremento demografico, che vede l'organico dei vigili del fuoco sempre più assottigliato".

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