Ciclista morì sulla strada per il mare: conducente Suv rinviato a giudizio

E' stato accertato che viaggiava a una velocità superiore al limite consentito su quel tratto di strada

SAN PIETRO VERNOTICO – “Viaggiava a una velocità superiore al limite consentito su quel tratto di strada”. Rinviato a giudizio il 66enne di Porto Cesareo che il 19 settembre del 2017 rimase coinvolto in un incidente verificatosi sulla strada provinciale 86, che collega San Pietro Vernotico a Campo di Mare, in cui perse la vita l’84enne Salvatore Liperoti. La vittima, originaria di Crotone che da poco tempo si era trasferita a San Pietro Vernotico viaggiava a bordo di una mountain-bike, il 66enne guidava un Suv Renault Koleos. Il processo è stato rinviato al prossimo 14 novembre per la discussione della richiesta di rito abbreviato avanzata dall’imputato.

Subito dopo l’incidente la Procura di Brindisi aprì le indagini per chiarire le esatte responsabilità dell’investitore, ma non trovando elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, chiese nei suoi confronti l’archiviazione. I familiari, invece, vollero approfondire rivolgendosi a Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nella tutela dei familiari di vittime di incidenti mortali con sede a Francavilla Fontana, che tramite i propri periti e legali fiduciari è riuscito a ribaltare la situazione.

L’incidente

Erano da poco passate le 18, Salvatore Liperoti stava pedalando sulla mountain bike lungo il tratto perfettamente rettilineo della provinciale che collega San Pietro Vernotico a Campo di Mare, in contrada Lianzi. All’improvviso, secondo la testimonianza di un automobilista, l’anziano avrebbe leggermente sbandato. Il primo mezzo giunto nella stessa direzione di marcia, un furgone, lo aveva sorpassato senza problemi, purtroppo subito dopo era però sopraggiunto il Suv, che lo aveva invece centrato in pieno con la parte anteriore destra. L'84enne era stato dapprima violentemente sbalzato sul parabrezza e subito dopo scagliato a terra, sull’asfalto. Sul posto era sopraggiunta un'ambulanza con personale del 118 ma per l’84enne, ormai, non c'era già più nulla da fare.

Le indagini

All’inziale richiesta di archiviazione del Pm ha risposto una controperizia eseguita dai tecnici e periti di Giesse Risarcimento Danni, grazie alla quale è emerso che la velocità a cui viaggiava l’investitore era superiore al limite di velocità su quel tratto di strada. Così è stata presentata una formale opposizione, che ha permesso di arrivare a ribaltare completamente il caso, scongiurando anche l’intenzione della compagnia assicuratrice del Suv di non risarcire alcun danno.

«Fin dall’inizio eravamo certi che questo caso non si potesse chiudere senza neppure l’avvio di un giusto procedimento penale - spiegano Andrea Matarrelli e Giuseppe Vacca di Giesse Francavilla Fontana - se il primo automobilista era riuscito a sorpassare la bicicletta nel momento in cui sbandava, ci sarebbe dovuto riuscire anche il secondo, non poteva essere altrimenti. C’è voluto molto lavoro ma alla fine siamo riusciti a scongiurare l’ipotesi di un’archiviazione, tanto da ottenere l’avvio del procedimento penale e, ancor prima, il giusto risarcimento in favore di tutti i familiari».

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