Ciclista investito sulla provinciale finisce in prognosi riservata

Un 29enne è ricoverato nel reparto di anestesia rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi a causa delle gravi ferite riportare in seguito a un incidente stradale

Foto di repertorio

BRINDISI – Un 29enne di origini africane, E.D., ospite di un centro accoglienza del Brindisino, è ricoverato nel reparto di anestesia rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi, in prognosi riservata, a causa delle gravi ferite riportare in seguito a un incidente stradale di cui è rimasto vittima. Il giovane viaggiava a bordo di una bicicletta ed è stato investito da un’auto condotta da un 37enne di San Pietro Vernotico, E.G. Lo straniero era insieme ad altri connazionali, con tutta probabilità si stavano recando in qualche campo per lavorare. Sul posto sono state trovate buste con indumenti ed effetti personali.

incidente ex statale 16brindisi

E’ accaduto intorno alle 7 di oggi, martedì 17 ottobre, sulla ex statale 16 che collega Brindisi al quartiere La Rosa, alle porte della città. Sul posto per i rilievi del caso si è recata una pattuglia della Polizia stradale. Secondo quanto ricostruito fino a questo momento l’automobilista proveniva dalla direzione di San Pietro Vernotico ed era diretto al quartiere Sant'Elia dove lavora, viaggiava a bordo di una Toyota Yaris, l’immigrato, invece, sembrerebbe procedesse in direzione quartiere Bozzano. E’ stato colpito in pieno, è finito sull’asfalto, la sua bicicletta si è contorta. Immediata la chiamata al 118, il ferito è stato portato in ospedale in codice rosso. Entrambi sono stati sottoposti ad accertamenti sulle condizioni psicofische, relativi ad alcolemia e stupefacenti, risultando negativi. 

ex statale 16 brindisi incidente polizia stradale

L’incidente non può che accendere un faro, l’ennesimo forse, sulle condizioni in cui si ritrovano a vivere queste persone che scappano da guerre e atrocità in cerca di una vita migliore. Il 29enne a quanto pare l’aveva trovata nel Brindisino. Lavorano nei campi, quasi sempre distanti centinaia di metri o decine di chilometri dai loro alloggi, per pochi spiccioli. Si muovono in bicicletta, non avendo altri mezzi a disposizione, senza le dovute misure di sicurezza e protezione.

Basterebbe intanto che venissero dotati di giubbotti catarifrangenti e che fossero obbligati a indossarli quando si mettono in sella a una bicicletta nelle ore serali o notturne. Basterebbe anche più prudenza da parte degli automobilisti, di ciclisti sulle strade del Brindisino se ne incontrano tanti. Risale al 29 settembre un investimento simile con un epilogo tragico. A Torre Santa Susanna un migrante in bici fu ucciso da un’auto pirata. Anche lui, originario del Mali, era ospite di un cento di accoglienza. L’investitore si costituì successivamente e fu arrestato. 

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