Tragico schianto sulla 379: chiesto il processo per tre automobilisti

Chiuse le indagini preliminari sul sinistro che nel luglio 2018, nei pressi di Costa Merlata, costò la vita di un giovane fisioterapista

BRINDISI – E’ stato richiesto il rinvio a giudizio nei confronti di tre persone coinvolte nel terribile incidente che il 22 luglio 2018, sulla strada statale 379 che collega Brindisi a Bari, all’altezza dello svincolo per Costa Merlata, costò la vita del 29enne Francesco Campanella, un fisioterapista di Monopoli. Si tratta di un 51enne di Taviano, un 22enne di Bari e un 22enne di Valenzano. I tre si trovavano alla guida di altrettante auto coinvolte in un primo sinistro avvenuto alle prime luci del 22 luglio. Circa mezzora dopo, Campanella, alla guida della sua Nissan Micra, si scontrò con una delle tre macchine, rimaste ferme sul margine della carreggiata, riportando delle lesioni gravissime. Il giorno successivo, il ragazzo spirò presso l’ospedale Perrino di Brindisi. 

La mancata rimozione delle macchine

Il pm della Procura di Brindisi titolare dell’inchiesta, Raffaele De Casto, ha contestato agli indagati il reato di omicidio stradale in concorso. Questo sulla base di una norma del Codice della strada secondo la quale “in caso d’incidente stradale senza particolari conseguenze alle persone, tanto più se in un’arteria ad alto scorrimento e in un punto a rischio – si legge in una nota dello Studio 3°-Valore Spa, società specializzata nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini alla quale si sono rivolti i familiari della vittima - I veicoli vanno rimossi al più presto dal centro della carreggiata, per evitare pericoli per se stessi e per gli altri, come purtroppo è successo a Francesco Campanella”. 

L'incidente

Lo schianto si verificò sulla carreggiata direzione Bari. “Stando alla ricostruzione della Polizia Stradale di Brindisi – si legge nella nota dello studio 3 – Valore Spa - dapprima una Renault Clio con a bordo due giovani di Bari, S. G., oggi 22 anni, il conducente, e un 25enne, esce di strada finendo contro il guardrail”. “A ruota sopraggiunge un’altra Clio condotta da S. U., 51 anni, di Taviano (con a bordo altre due persone) il quale, vedendo la macchina incidentata davanti a sé, frena, ma la sua auto viene tamponata da una Hyundai guidata da A. A. A., 22 anni, di Valenzano, che trasporta altri tre coetanei e dello stesso paese e che non si accorge in tempo del rallentamento”. 

Intorno alle ore  7,10 Campanella, studente del corso di laurea in Fisioterapia al Polo Universitario di Brindisi, si trovò a passare proprio in quel punto con la sua Nissan Micra. Il giovane “come si evince dai tabulati della scatola nera della sua utilitaria – spiega lo studio legale Valore Spa - procede rispettando il limite di velocità, che in quel tratto di strada è di 110 km/h, ma non si avvede degli ostacoli che si parano improvvisamente davanti a lui e a sua volta tampona violentemente la Hyundai riportando politraumi gravissimi: trasportato in condizioni disperate, in codice rosso, all’ospedale Perrino, dopo un giorno di agonia, il 23 luglio, spira, gettando nella disperazione i suoi cari”.

La famiglia del fisioterapista è stata assistita, per conto della società Valore Spa, dall’avvocato del foro di Bari Sabino de Benedictis. Il gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha fissato l’udienza preliminare per l’11 luglio 2019. Ai tre è stata contestata, in particolare, la “colpa consistita in imprudenza, negligenza e violazione delle norme della disciplina stradale”.

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