Le cornee di Daniele continuano a vivere: “Era un medico produttore d’amore”

La moglie del medico Fischetto, morto in seguito all’incidente in moto, ha autorizzato l’espianto. Il primario: “I pazienti oncologici lo cercavano, dava speranza”

Daniele Fischetto

BRINDISI -  Continuerà a vivere Daniele Fischetto, non solo nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Vivranno le sue cornee, daranno speranza ad altri, dopo che il medico di Brindisi, in servizio nell’ospedale di Padova, è volato in Cielo, a causa delle gravissime ferite riportate dopo essere stato travolto da un’auto mentre era in moto, il 9 agosto scorso. La moglie ha dato il consenso all’espianto, ultimo atto d’amore per la vita. Perché “Fischio” avrebbe voluto così.

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Il ricordo

Lo chiamavano con un diminutivo affettuoso i colleghi del reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Cittadella, dove aveva iniziato a lavorare otto anni fa, subito dopo la specializzazione conseguita con il massimo dei voti. Il prossimo mese di ottobre avrebbe compiuto 41 anni, era papà di due bambini, una femminuccia  di cinque anni e un maschietto di tre. A Brindisi, la città in cui è nato e cresciuto, la città in cui vive la sua famiglia di origine, lo aspettavano per qualche giorno di mare. Era appassionato di vela.

I familiari, gli amici e i colleghi lo hanno salutato per l’ultima volta sabato 11 agosto nella chiesa di Santa Rita, a Padova, che Daniele Fischetto frequentava ogni domenica mattina per partecipare alla messa.

L’addio della moglie

La moglie Francesca, medico oculista, ha voluto dedicargli una lettera per ricordare quanto straordinario fosse quel ragazzo che l’aveva conquistata con la dolcezza, arrivando a chiederle di sposarla in piazza San Pietro. Si era inginocchiato. Uomo d’altri tempi. Lui era così.

“La nostra nuova casa sarà sempre aperta per i familiari e amici, noi ci saremo sempre ad accogliervi. Mandatemi ricordi, foto, pensieri su Daniele: voglio che i miei figli scoprano il padre che avevano”. Ha affidato queste parole a un’amica che le ha letto subito dopo l’omelia.
Il parroco

“Sorrideva con una simpatia che non sembrava neanche un medico. Io sono un usufruttuario dell’amicizia, lo siamo in tanti, Daniele no, lui era un produttore di amicizia”, ha detto il parroco, don Romeo, durante l’omelia. “Era un produttore d’amore, creava le occasioni, sapeva che se vuoi amore ti devi dare da fare. Ringraziamo per  tutto quello che ha fatto, rimarrà per sempre».

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I colleghi e il primario

Il primario del reparto, Riccardo Artico, con gli occhi lucidi ha voluto ricordarlo: «Arrivavi con la tua camminata da bullo, chiavi e portafoglio in mano. Nei momenti di difficoltà mi dicevi “cosa vuoi che sia, ce la faremo”. Eri il collante della nostra famiglia, visitavi con la musica rock e i pazienti oncologici volevano te perché oltre alla professionalità, davi speranza e fiducia».

I post su  Facebook

Da quel maledetto 9 agosto continuano i messaggi postati su Facebook dai colleghi: “Con il sorriso sempre stampato sulle labbra, il dottor Fischetto era un professionista apprezzatissimo da colleghi e pazienti. Grande appassionato del suo lavoro e sempre pronto a dare una mano a chi ne avesse bisogno, la sua scomparsa lascia un grande vuoto nella nostra Azienda, dove lavorava ormai da otto anni.
Noi vogliamo ricordarlo con una foto (in alto), che lo vede impegnato assieme ai colleghi dell’Ospedale di Cittadella in un delicatissimo intervento di ricostruzione del volto, portato a termine con successo dopo quattordici ore di sangue e sudore nell’agosto del 2017”.

L’inchiesta

L’incidente è avvenuto lungo la strada regionale della Valsugana, nella frazione di Facca. Il medico di Brindisi era in sella alla sua Bmw. C’è stato l’impatto con una Fiat Panda condotta da un pensionato residente nella zona. L’utilitaria proveniva da via Nicoletti. Erano le 15,30.

Fischetto è finito sull’asfalto. Il personale del 118 lo ha portato al Pronto soccorso dell’ospedale di Cittadella, lo stesso nel quale lavorava lui. I colleghi lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Non ce l’ha fatta “Fischio”. E’ deceduto a distanza di quasi sette ore dall’incidente.

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Sulla dinamica dell’incidente e sui possibili risvolti sul piano penale, farà luce l’inchiesta aperta dalla Procura. L’ipotesi seguita è omicidio colposo. Moto e auto sono stati sequestrati. L’amore per la vita di Fischio continuerà a riprodursi. E le sue cornee regaleranno gioia.

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