La mamma di Giorgia: "Noi condannati all'ergastolo del dolore"

Una lettera, dopo l'assoluzione del giovane che guidava l'auto su cui si trovava la giovane brindisina

Riceviamo e pubblichiamo una lettera della signora Anna Donateo, mamma di Giorgia Zuccaro, la ragazza di Brindisi che perse la vita nell'incidente stradale avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2011 in via Cappuccini. La Corte d'Appello di Lecce, l'altro ieri, dichiarando prescritti i reati di guida in stato di ebbrezza, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e senza patente, e insussistente la circostanza dell'omicidio colposo, ha assolto Giuseppe Lonoce, l'unico imputato finito sotto processo con l'accusa di omicidio colposo, ribaltando l'esito del giudizio del Tribunale di Brindisi. In primo grado il brindisno era stato condannato a quattro anni e tre mesi. Bisognerà ora attendere le motivazioni della sentenza.

Gentile direttore, sono Anna Donateo, la mamma di Giorgia Zuccaro che ci ha lasciato  il 5 giugno del 2011.  Desidero poter esprimere il mio pensiero in merito alla sentenza della Corte d’Appello di Lecce come nell’articolo da voi scritto e pubblicato in data 30 ottobre 2018. Volevo ringraziare i giudici di questa Corte  per la sentenza emessa riguardo l’omicidio di mia figlia: “il fatto non sussiste"

Anna Donateo, mamma di Giorgia ZuccaroEd allora se così è, oggi per me che ho messo al mondo Giorgia, che ho amato e continuo ad amare più della mia vita, dovrebbe essere un giorno felice: posso finalmente smettere di credere  che Giorgia non ci sia più; posso pensare che un destino infame e maledetto non le abbia fatto incontrare il suo assassino che, come appurato,ubriaco, sotto effetto di stupefacenti e senza patente (sospesa in precedenza a causa di altri misfatti), ha causato quell’incidente mortale. 

Posso finalmente farmi scaldare dal calore del sole e  spettinare dal vento senza pensare che tutto questo  sia inesorabilmente negato a mia figlia.; posso sentire lo squillo del telefono con la voce di Giorgia che mi dice: mamma che c’è di buono da mangiare, sto tornando a casa!

Invece, no, non posso!!! Chi ha ucciso mia figlia ha avuto “l’assoluzione”, mentre la nostra famiglia con l’assenza di Giorgia, è stata condannata all’ergastolo del dolore. Mai più sentiremo la sua voce, mai più ci stringeremo nei suoi abbracci, mai più prenderò il suo viso fra le mani per riempirlo di baci. Nessuno cercava vendetta, non ci appartiene, ma giustizia sì! Avevamo fiducia nella “Giustizia”, quella che dà a chi trasgredisce la giusta condanna.

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