Scontri ultrà: al vaglio decine di filmati. "Così il calcio torna indietro"

La Digos di Brindisi al lavoro per identificare i responsabili dei tafferugli nel parcheggio del Fanuzzi, dopo il derby Brindisi-Foggia. Un poliziotto dimesso con 10 giorni di prognosi. Lo sdegno dell'assessore Pinto

BRINDISI – Centinaia di fotogrammi vengono passati al setaccio. Decine di video analizzati al “microscopio”. I poliziotti della Digos di Brindisi da ieri sera (mercoledì 21 agosto) lavorano a ritmo serrato per dare un volto e un nome ai responsabili dei violenti tafferugli verificatisi al termine della partita Brindisi-Foggia, valevole per il turno preliminare della Coppa Italia Dilettanti. Al momento il bilancio degli scontri è di un ferito. SI tratta di un poliziotto in servizio presso la questura di Brindisi che ha riportato un trauma acustico a seguito dello scoppio di una bomba carta. L'agente è stato dimesso di notte dall'ospedale Perrino, con prognosi di dieci giorni. Non si esclude che anche alcuni tifosi possano aver riportato delle ferite, anche se nessuno si è recato presso gli ospedali del territorio per farsi medicare. 

I fatti

La polizia sta ricostruendo in queste ore la dinamica dei fatti. I video circolati sui social network, ad ogni modo, forniscono un quadro abbastanza chiaro dell’accaduto. Un nutrito gruppo di ultras del Brindisi, intorno alle ore 22, qualche minuto dopo il fischio finale (il Foggia ha espugnato il Fanuzzi per 0-1 con gol al 95’, qualificandosi al primo turno della competizione) si è diretto verso il parcheggio, adiacente alla tribuna centrale. Contestualmente gran parte dei circa 200 foggiani presenti nel settore ospiti, una volta lasciato il settore ospiti (curva Nord), si è diretta verso il parcheggio, abbattendo una parte della recinzione perimetrale. Le opposte fazioni si sono fronteggiate con lanci di bombe carta, pietre e fumogeni, provocando l'incendio di cumuli di aghi di pino. 

Il video degli scontri

I poliziotti e i carabinieri, in assetto anti sommossa, a quanto pare sono riusciti a evitare il contatto fisico, lanciando dei lacrimogeni. A fatica i foggiani sono stati indirizzati verso i propri mezzi e scortati dalle forze dell’ordine si sono allontanati dallo stadio, imbocccando la superstrada per Bari. E’ durato tutto una decina di minuti. I facinorosi, con questi insensati atti di violenza, hanno fatto passare in secondo piano, rovinandolo, lo splendido spettacolo andato in scena sul terreno di gioco, davanti a oltre 4500 spettatori. Dai tempi della Serie C non si vedevano tanti tifosi al Fanuzzi. 

L'assessore Pinto: "Così non si va avanti"

E adesso è concreto il rischio che quei tifosi tornati allo stadio dopo anni di “letargo”, nauseati dalle scene cui si è assistito a fine partita, possano nuovamente prendere e distanze dal calcio. Si tratta di una preoccupazione nutrita, fra gli altri, anche dall’assessore allo Sport del Comune di Brinsisi, Oreste Pinto, che stamattina, a margine di una conferenza stampa, ha espresso profondo sdegno per l’accaduto.

“Questi episodi – afferma Pinto – rischiano di vanificare gli sforzi della società e dell’amministrazione”. “Così – prosegue Pinto - non si va avanti, così il calcio torna indietro: rimane lo sport di pochi, rimane lo sport della gente che non vuole le famiglie allo stadio e che non vuole far crescere questa realtà”.

L’assessore rivolge un appello alla società: “Continui a non farsi demoralizzare da questi eventi. Brindisi ha bisogno di calcio in serenità e tranquillità. Dobbiamo crescere, senza quello che è accaduto ieri sera. Non si può tollerare che dieci facinorosi ritengano che questa sia la loro società: la società in cui si trovano bene”. “E poi questi stessi facinorosi si fanno male da soli – afferma ancora Pinto - perché dopo quello che è accaduto ieri, è concreta la possibilità che le altre tifoserie non verranno a Brindisi e i nostri tifosi non andranno da altre parti. Il calcio senza tifo non ha senso: ma non quel tipo di tifo violento”. 

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