Inquinata da una marea nera vasta superficie del porto industriale

Accertamenti in corso da parte di Arpa, Capitaneria, Vigili del Fuoco. Interessate anche la scogliera di Forte a Mare e Punta Riso

Le foto sono di Salvatore Barbarossa

Articolo aggiornato alle 20.10 del 21 gennaio 2018

BRINDISI – Una vasta estensione di sostanza scura in queste ore ricopre lo specchio d’acqua tra le banchine di Costa Morena – Riva e testata di Costa Morena Diga, dove si trova il molo carbone, e la diga di Punta Riso, oltre che il canale che mette in comunicazione il porto esterno con il porto medio, dove si trova il Castello Alfonsino. La marea nera ha invaso anche la scogliera dal lato castello e Punta Riso.Chiazza inquinante nel porto industriale di Brindisi (2)-2

Stamani una segnalazione è pervenuta alla sala operativa della Capitaneria di Porto da alcuni pescatori sportivi. Sul posto si sono recati anche una equipe del dipartimento di Brindisi dell’Arpa, una squadra di terra del personale della Capitaneria addetto alla vigilanza ambientale e una motovedetta,  e personale tecnico dei Vigili del Fuoco, che stanno effettuando prelievi alla radice dello sporgente di Costa Morena Ovest e al molo carbone Enel, per indagare sulle cause dell’incidente.

Chiazza inquinante nel porto industriale di Brindisi 3-2

In queste ore non ci sono navi carboniere ormeggiate al molo Enel, e non è ancora chiaro se la sostanza che ricopre sta questa mattina la superficie degli specchi portuali nell’area sia dovuta a reflui di sentina, perdite di gasolio da qualche unità agli ormeggi sempre a Costa Morena Est, o se si tratti di polvere di carbone frammista ad acqua. Bisogna attendere i primi esiti degli accertamenti in corso.

Chiazza inquinante nel porto industriale di Brindisi 5-2

Sulla testata di Costa Morena Est intanto sono in corso attività di movimentazione in banchina di materiale in granuli dalla bulk carrier Sider Miami. Anche questa situazione viene monitorata dalle squadre giunte sul posto per accertare la fonte dell'inquinamento del tratto di mare circostante. Infatti Arpa ha effettuato una seconda attività di prelievi, successivamente a quella avvenuta nella prima mattinata.

Gli esiti non saranno resi noti oggi, ma domani martedì 22 febbraio, affinchè chi si vedrà attribuire la responsabilità dello sversamento in mare possa presenziare ed eventualmente controdedurre. Al momento non si può escludere che si tratti di polvere di carbone o di minerale, mentre sembra escluso che possa trattarsi di perdite di acque di sentina o di carburante. Toccati dalla pellicola inquinamente anche la scogliera e il vecchio banchinamento del Castello Alfonsino, opera protetta da vincoli.

La Capitaneria informa la procura. Avviato il disinquinamento

Intanto il comandante della Capitaneria di Porto, capitano di vascello Giovanni Canu, fa sapere che la procura di Brindisi è stata informata dell'accaduto e riepiloga in un comunicato le prime risultanze dei sopralluoghi condotti assieme ad Arpa Puglia: "Difatti, risultava che si fossero concluse da poco alcune operazioni di sbarco di carbone, mentre erano in contestuale corso di attività anche quelle di trasbordo di cenere e nocciolino, da parte di altre due navi mercantili", conferma la Capitaneria.

Il battello antinquinamento 'Grancevola'-2

"Per opportune ragioni, non risultando chiara la natura della chiazza galleggiante (che verosimilmente sembra non contenere idrocarburi) gli ispettori della Capitaneria procedevano al controllo di tutti coloro che avevano partecipato alle varie fasi di discarica, i quali collaboravano prontamente ed attivamente per l’esecuzione dei prelievi in contraddittorio, concorrendo al celere esito delle operazioni".

Il comunicato prosegue: "Nelle prossime ore, i tecnici dell’Arpa procederanno alle analisi di rito onde risalire alla natura del presunto inquinante ed procedere alla comparazione delle diverse sostanze campionate nei laboratori del Dap di Brindisi. Nel frattempo, anche col coinvolgimento della locale Autorità di Sistema Portuale, si faceva ricorso alla società concessionaria del servizio di antinquinamento portuale, D’Oriano Maria Edelma, che impegnava la propria unità disinquinante Grancevola per l’abbattimento delle chiazze residue, sotto la direzione della motovedetta CP 611 della Guardia Costiera".

La Nota di Enel Produzione

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Enel Produzione sulla vicenda. 

Con riferimento alle verifiche condotte in data odierna dalla Capitaneria di Porto e Arpa Puglia a seguito della segnalazione di una non meglio identificata chiazza galleggiante in mare, Enel Produzione intende precisare che non vi erano navi carboniere ormeggiate nei pressi della banchina Enel (l’ultima nave era salpata nella mattina di domenica 20 gennaio), mentre, pur in presenza di nave ceneriera in rada, l’ultima movimentazione di ceneri è avvenuta in data 18 gennaio.

Enel Produzione ha fornito tutto il supporto alle Autorità competenti nel corso delle attività e rimane a disposizione della Capitaneria di Porto.

   

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