Rapina sventata all'ufficio postale: analogie con altri due colpi

Lunedì mattina davanti al gip i tre brindisini arrestati mentre si apprestavano a rapinare il direttore dello sportello di Cannole. Indagini partite da una rapina perpetrata il 23 gennaio a Caprarica

BRINDISI – Lunedì mattina (15 aprile) si presenteranno davanti al gip del tribunale di Lecce, Edoardo D’Ambrosio, i brindisini arrestati all’alba di sabato (13 aprile), mentre si apprestavano a rapinare il direttore dell’ufficio postale di Cannole (Lecce). Si tratta di Roberto Giuseppe Niccoli, 61 ani, difeso dall’avvocato Danilo Di Serio, Salvatore Quinto, 53 anni, e Oronzo Sgura, 57 anni, originario di Ostuni.

Le analogia con la rapina di Caprarica

I tre erano attesi al varco dai carabinieri del Norm della compagnia di Lecce. La presenza dei militari nei pressi dell’ufficio postale non era NICCOLI GIUSEPPE ROBERTO-2ovviamente casuale. Gli investigatori tenevano d’occhio il gruppo da settimane, nell’ambito delle indagini sulla rapina perpetrata il 23 gennaio 2019 ai danni all’interno dell’ufficio postale di Caprarica di Lecce. (A destra, Giuseppe Niccoli)

Il modus operandi è pressoché identico. In entrambi i casi i rapinatori si sono introdotti negli uffici postali tramite un buco e hanno atteso l’arrivo del direttore e dei dipendenti. I finali, però, non collimano affatto. A Caprarica i banditi riuscirono a cogliere di sorpresa il direttore, costringendolo, sotto la minaccia di pistole, a farsi aprire la cassaforte. Poi fuggirono con un bottino di 18mila 305 euro.

QUINTO SALVATORE-2A Cannole il direttore ha varcato la soglia dell’ufficio postale insieme ai carabinieri, mentre altri militari coglievano di spalle i rapinatori, entrando all’interno dell’edificio attraverso il foro che gli stessi, la notte precedente avevano, praticato sul retro. Già, perché gli investigatori monitoravano ogni movimento della banda.  La notte fra venerdì e sabato avevano osservato Niccoli, Quinto (foto a sinistra) e Sgura mentre si introducevano in una casa disabitata attigua all’ufficio postale, per aprire una breccia nel muro perimetrale. Una volta terminato il lavoro, se ne tornarono a casa. 

La trappola tesa dai carabinieri

A quel punto non vi erano dubbi sul fatto che il giorno successivo sarebbero tornati in azione, per SGURA ORONZO-2completare l’opera. I carabinieri, in appostamento fin dalla notte di sabato, hanno circondato l’area senza farsi notare. I tre hanno raggiunto la zona intorno alle 5,30, a bordo di due auto: una Lancia Ypsilon rubata di cui si sarebbero serviti per la fuga a una seconda macchina utilizzata da uno dei tre, per fare da palo. (A destra, Oronzo Sgura)

I carabinieri li hanno lasciati fare. Intorno alle ore 7,45 il palo, mentre si spostava, è stato immediatamente ammanettato dai militari. Poi, un quarto d’ora più tardi, le forze dell’ordine hanno colto di sorpresa anche gli altri due complici, già pronti con i passamontagna e una pistola falsa in metallo, del tutto simile a una vera arma.

Accusati di di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, ricettazione di autovettura rubata, violazione di domicilio aggravata, gli arrestati domani mattina, nella casa circondariale di Lecce, verranno ascoltati dal gip, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. Non è da escludere che nei prossimi giorni possano arrivare ulteriore addebiti a carico degli indagati. Oltre alla rapina di Caprarica, infatti, ci sono delle analogie anche con un tentativo di furto nella Bnl di Lecce, dove per un intero week end una banda si sarebbe segregata all’interno del caveau. Il fatto risale allo scorso novembre. E' da appurare se possa esserci un collegamento fra i tre episodi. 

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