La casa confiscata alla criminalità assegnata a una persona indigente, ma con precedenti

La casa confiscata alla criminalità assegnata a una persona indigente, ma con precedenti

Il municipio di Fasano

FASANO – C’era malessere tra non pochi consiglieri comunali, ieri sera a Fasano, per l’assegnazione, con la motivazione della finalità sociale,  di un immobile confiscato alla criminalità ad una persona con vari precedenti con la giustizia. Decisione presa dall’amministrazione civica proprio a pochi giorni dalla seduta consiliare – quella di ieri  – in cui si doveva approvare il nuovo regolamento per la destinazione dei beni confiscati, che espropria sindaco a giunta da questo potere e lo trasferisce invece allo stesso consiglio comunale.

Il beneficiario di una casa in via della Scogliera a Savelletri, che apparteneva a Giovanni Sabatelli, al quale fu sequestrata e poi confiscata per reati di contrabbando, diventerà infatti il signor Lorenzo Ancona, attualmente occupante di un immobile attiguo ai bagni comunali di via Nazionale dei Trulli, assieme alla moglie ed ai tre figli minorenni. La concessione vale per cinque anni rinnovabili, e tra le condizioni c’è quella dell’obbligo “di trovarsi in regola con la normativa vigente in materia di antimafia”. Forse basta che Ancona tra i precedenti non abbia quello di associazione mafiosa.

Come è stata motivata la decisione della giunta comunale di Fasano? Dal 7 maggio del 2009, si spiega nella delibera, Lorenzo Ancona aveva formalmente lamentato infiltrazioni d’acqua e insalubrità dei locali dove si era insediato anni prima. Il 22 febbraio scorso, poi, il predetto Ancona aveva dimostrato con foto che la sua situazione abitativa si era aggravata e – dimostrando una buona conoscenza delle disponibilità immobiliari del Comune – aveva chiesto (lo dice sempre la delibera) proprio l’assegnazione di uno degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Nel caso specifico, si tratta di una casa che il Comune aveva acquisito al patrimonio il 29 giugno 2009, quindi circa un anno fa.

Dopo di che, spiega sempre la delibera, sono stati disposti tre tipi di accertamento: quello sulla condizione strutturale dell’alloggio occupato in via Nazionale dei Trulli, quello sulle sue condizioni igienico-sanitarie e infine quelle sul reddito del nucleo familiare di Lorenzo Ancona, effettuati rispettivamente da un geometra dell’ufficio tecnico comunale, da un dirigente medico della Asl e dagli uffici preposti all’accertamento dei redditi. Tutti e tre i pareri sono stati concordi: la casa occupata attualmente dall’interessato non è idonea, e il reddito è al di sotto della soglia dell’indigenza.

Quindi la decisione immediatamente esecutiva di concedere gratuitamente a Lorenzo Ancona la casa di via della Scogliera, a fronte solo dell’impegno della già citata persona ad usarla come dimora familiare e a provvedere alle manutenzioni. L’ultima probabilmente presa solo da sindaco e giunta, con tutta la coda di polemiche di cui però si sente poco l’eco. Ma il Comune non aveva un altro alloggio o un’altra soluzione disponibile almeno per evitare l’ovvio sconcerto? Questo è un problema di cui dovrebbe occuparsi il consiglio comunale.

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