La città silenziosa dietro le due bare

FRANCAVILLA FONTANA – E’ avvertibile lo shock degli amici, il dolore è nell’aria, a Francavilla Fontana, mentre passano la bara scura e quella bianca. Un corteo silenzioso ha accompagnato i due feretri nella chiesa dello Spirito Santo di Francavilla Fontana: Pietro Della Corte di 40 anni, e Mattia Della Corte, di 15. Padre e figlio, morti nella caduta del loro ultraleggero nella prima serata di domenica 13 maggio nelle campagne di Torricella.

Padre e figlio, l'ultimo viaggio insieme

FRANCAVILLA FONTANA – E’ avvertibile lo shock degli amici, il dolore è nell’aria, a Francavilla Fontana, mentre passano la bara scura e quella bianca. Un corteo silenzioso ha accompagnato i due feretri nella chiesa dello Spirito Santo di Francavilla Fontana: Pietro Della Corte di 40 anni, e Mattia Della Corte, di 15. Padre e figlio, morti nella caduta del loro ultraleggero nella prima serata di domenica 13 maggio nelle campagne di Torricella.

Il funerale si è svolto a meno di 24 ore dalla sciagura aerea avvenuta nei pressi del kartodromo tante volte frequentato da Mattia, giovanissimo pilota. Il magistrato non ha ritenuto indispensabile lo svolgimento dell’autopsia. Il velivolo era decollato dalla pista dell'Aerotre di Manduria, l'aviosuperficie, in località Bottaro, sede operativa dell’Aero Club Imperiali di Francavilla Fontana.

Attorno e all'interno della chiesa dello Spirito Santo ci sono i compagni di classe di Mattia, quelli di Federica, con le bandiere delle scuole, gli insegnanti, i colleghi del padre, gli altri piloti dell'aero club, gli amministratori comunali, le amiche e gli amici di famiglia. Cosa potranno fare, se non metabolizzare il dramma che può arrivare sempre e ovunque e portarsi via tutto.

Pietro e Mattia, domenica, avevano approfittato della giornata estiva per volare sino in Basilicata. Decollati in mattinata, si sarebbero spinti fino ai due crateri spenti dei laghi di Monticchio. Due occhi che guardano il cielo sprofondati nei boschi. Erano a pochi chilometri dal punto di atterraggio quando qualcosa è andato storto. Due le ipotesi in cerca di riscontri da parte degli investigatori: un malore improvviso o, quella più accreditata di un’avaria durante il volo. Uno stallo del motore probabilmente.

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Poi la caduta, il rogo dei rottami, e il peso immane della tragedia scaricatosi su Olga Guaragna, moglie e madre, medico del 118, rimasta ora sola con la sorella minore di Mattia, Federica, a pensare ai suoi cari perduti all’improvviso alla fine di una domenica che doveva finire come tante altre, ai loro e ai suoi sogni svaniti nel nulla in pochi secondi.

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