La News, l'informazione e la politica

La vicenda dell’indagine avviata dalla procura di Brindisi sulla News Sas e sull’associazione Motumus chiama in causa direttamente la politica brindisina, e anche il sistema dell’informazione a Brindisi. Dovrebbero essere i giornalisti a spiegare per primi ciò ai lettori. Noi lo facciamo tranquillamente e non in ritardo, perché abbiamo sollevato altre volte il problema degli affidamenti dei servizi di comunicazione alla società fondata da Mimmo Consales. Nei nostri articoli (cito quelli dell’8 gennaio e del 3 marzo 2011) criticammo la scelta, confermata anche dall’amministrazione di Massimo Ferrarese, di procedere a trattativa privata e bando all’affidamento in blocco della comunicazione della Provincia alla News (oltre che ad alcune tv locali).

La sede della News

La vicenda dell’indagine avviata dalla procura di Brindisi sulla News Sas e sull’associazione Motumus chiama in causa direttamente la politica brindisina, e anche il sistema dell’informazione a Brindisi. Dovrebbero essere i giornalisti a spiegare per primi ciò ai lettori. Noi lo facciamo tranquillamente e non in ritardo, perché abbiamo sollevato altre volte il problema degli affidamenti dei servizi di comunicazione alla società fondata da Mimmo Consales. Nei nostri articoli (cito quelli dell’8 gennaio e del 3 marzo 2011) criticammo la scelta, confermata anche dall’amministrazione di Massimo Ferrarese, di procedere a trattativa privata e bando all’affidamento in blocco della comunicazione della Provincia alla News (oltre che ad alcune tv locali).

La ragione è semplice la riproponiamo. Gli amministratori pubblici dovrebbero conoscere il tema visto che esiste da anni una normativa precisa per il settore che – mi scuso per la schematicità dell’esposizione – suddivide la comunicazione degli enti locali in front-office (il famoso Ufficio relazioni con il pubblico) che se ben congegnato dovrebbe essere realmente il terminale del rapporto istituzione locale-cittadino cui tutti gli uffici ed i settori dovrebbero fare riferimento, evitando peregrinazioni agli utenti da uno sportello all’altro; ufficio stampa; portavoce del sindaco o del presidente (incarico vincolato allo spoil - system); comunicazione rivolta all’interno, tra amministratori e personale.

Anche questa volta vorrei ricordare che la procedura più corretta, trasparente e garante della distanza che deve sussistere per ragioni di democrazia tra comunicazione e informazione, è quella non solo del rispetto dello schema che ho descritto e che è previsto dalla norma, ma il concorso pubblico e non la trattativa privata. Il portavoce se lo nominino pure i sindaci ed i presidenti, perché cesserà le sue funzioni con la fine dei loro mandati, ma gli uffici stampa restano, devono diventare un vero e proprio settore dell’ente, non importa con quante unità, se cinque, dieci, una o due. Unità che devono essere assunte con bando pubblico, con titoli adeguati (il capo ufficio stampa deve essere un giornalista professionista), con i contratti vigenti per la categoria, da vedere se a termine o se a tempo indeterminato.

Non è un buon servizio alla trasparenza e alla pluralità comprare tutto chiavi in mano. Ricordo anche una vecchia circolare dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, che raccomanda e fa obbligo ai colleghi che svolgono compiti di addetti stampa di non occuparsi di cronaca sino a quando non cessi il rapporto di lavoro con l’ente o con l’azienda, o quanto meno di non occuparsi nelle attività di cronaca delle vicende che riguardano la società o l’ente con i quali hanno un rapporto di lavoro. A Brindisi le cose sono andate in maniera molto diversa, e non me ne voglia il collega Consales se dico apertamente cose che altri pensano ma non scrivono, chissà perché.

Intanto perché la politica non interviene in questi giorni sulla vicenda giudiziaria in atto? Non per il canonico rispetto per l’attività dei magistrati che va seguita in silenzio con la speranza che tutto alla fine sia chiarito e banalità simili. Il punto è un altro, a mio parere. E’ stata la politica a consentire che in un certo momento la News Sas nella sue varie mutazioni di assetti e amministratori sia diventata una società in posizione di monopolio nella comunicazione tra quasi tutti gli enti pubblici ed economici di Brindisi, più qualche società privata e sportiva, più qualche partito in campagna elettorale: Comune, Provincia, Camera di Commercio, Autorità Portuale, Asl non più da qualche anno, eccetera.

C’è stato anche un periodo in cui Consales ha partecipato alle comunicazioni della British Gas. E tutto questo con amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra, svolgendo contestualmente il suo lavoro per Telenorba, Ansa, per un po’ anche per La Repubblica. Io ho ascoltato con interesse e senza alcun risentimento anche le ramanzine fatte dal sindaco Domenico Mennitti alla stampa locale, ma il contesto era quello in cui il Comune di Brindisi di fatto acconsentiva al mantenimento di questo sistema. Alla fine dei conti, l’intero rapporto tra tutti i giornali, la politica e il mercato della pubblicità è un campo minato, dove da sempre si intreccia una battaglia di idee in cui vengono chiamate in causa la libertà di informazione, la pluralità dell’informazione, l’indipendenza dell’informazione.

Ridurre tutto questo alla sola “ragione di opportunità” è un modo molto brindisino, meridionale e italiano per liquidare la faccenda. Diciamo allora che le cose come stanno fanno molto comodo al sistema politico attuale di questa città. Adesso ci stupisce che Mimmo Consales abbia trovato naturale dare continuità al rapporto di lavoro tra la sua ex azienda e il Comune di Brindisi di cui è diventato sindaco? Ma se il metro di giudizio è la “questione di opportunità”, si deve sapere che lo stesso è molto elastico, è una rotella da geometri. Il ragionamento formale che immaginiamo farà il primo cittadino se sarà convocato dai pm è semplice: io non ho più rapporti con la mia ex azienda. Punto. La questione di opportunità non fa parte infatti degli articoli del codice penale. Saranno i pm poi a cercare di scoprire se le cose stiano o meno così.

Per dovere di cronaca, devo ricordare che l’opposizione di area di centrosinistra e ambientalista aveva sollevato il problema tempestivamente, ma non era stata ascoltata. Non ricordo se lo stesso ha fatto l’opposizione di centrodestra, ma non ne avrebbe titolo visto che in passato – quando amministrava – ha messo la testa sotto la sabbia. Come del resto non pochi miei colleghi che oggi si dedicano a questa inchiesta sulla News Sas e sulla Motumus. Ma Consales lo sa: non si stupirà certo di me, perché sa come la penso. Lui conosce bene Brindisi e la politica brindisina.

Sa bene il sindaco anche come, da chi e quando viene azionata la macchina del fango (ne so qualcosa a mie spese e sto ancora meditando la possibilità di ricorrere al magistrato o se lasciar correre per non infierire su un uomo morto), e quando alle questioni reali viene mescolata la calunnia in grosse dosi. Non vorrei che alla fine – come ha già sottolineato in un altro articolo Fabio Mollica – Mimmo Consales  fosse considerata l’unica, Grande Anomalia del sistema Brindisi.

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NB - Aggiungo per essere più preciso, che a gennaio e marzo del 2011 parlammo di due affidamenti a trattativa privata per le tv, e di un bando di gara per il servizio chiavi in mano di comunicazione.

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