"Contro le malattie da inquinamento, uniti città, territorio e lavoro"

Nasce "Brindisi ha i polmoni pieni". Assemblea pubblica il 22. Aderiscono Flavia Pennetta, Antonio Benarrivo e tanti musicisti

BRINDISI - Hanno scelto le festività natalizie per parlare della relazione tra malattie e inquinamento ambientale, i promotori una nuova associazione nata non per scatenare contrapposizioni, ma per unire tutte le risorse con lo scopo di giungere alla radice dei problemi. Si chiama "Brindisi ha i polmoni pieni", e ha convocato per venerdì 22 dicembre, alle 17.30 in piazza Vittoria, uina assemblea pubblica.

Adesioni importanti all'associazione sono già arrivati con un videomessaggio da simboli dello sport brindisino e nazionale, come Flavia Pennetta e Antonio Benarrivo, e dal mondo della musica del Salento, come Boom Da Bash, Party Zoo Salento, Lele Spedicato dei Negramaro, Pino Pepsee della Chop Chop Band e Mad Dopa. l'associazione è composta "da cittadini di Brindisi e provincia",  e "non cerca colpevoli nè chiusure di fabbriche e aziende perché il lavoro è un diritto, e noi tutti abbiamo il dovere di difenderlo soprattutto in realtà già troppo violentate come questa".

"Ma, anche in virtù dei recenti studi effettuati sul territorio, riteniamo sia giunto il tempo di un confronto", sottolinea un comunicato. "La fotografia della situazione scattata lo scorso luglio dallo 'Studio di coorte sugli effetti delle esposizioni ambientali sulla mortalità e morbosità della popolazione residente a Brindisi e nei comuni limitrofi' promosso dalla Regione Puglia e condotto dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, dall’Arpa Puglia, dalla Asl Brindisi e dall’AReS Puglia, parla chiaro".

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Il comunicato riporta i dati salienti dello studio: "Le emissioni industriali 'risultano associate ad un aumento della morbosità e della mortalità nell’area in studio'. In particolare, è stata riscontrata una relazione tra i livelli di 'esposizione del passato alle polveri sottili e all’anidride solforosa di origine industriale', prodotte dalle centrali termoelettriche Enel e dal petrolchimico di Brindisi, e la 'mortalità per tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie' ed 'incidenza di alcune forme tumorali' come il cancro al polmone".

"Il report mette in evidenza che negli anni passati, quando i livelli di inquinamento delle centrali elettriche e del petrolchimico hanno raggiunto i picchi (1997), vi è stata 'una associazione con la mortalità per tutti i tumori (+16%), tumori della vescica (+63%), leucemie (+115%) ed eventi coronarici acuti (+62%)'. Ed un aumento anche dei ricoveri per svariate malattie come 'malformazioni congenite nel primo anno di vita'. La situazione risulta tuttavia migliorata".

“Il quadro emissivo degli impianti si è modificato profondamente nel periodo 1991-2014, spiegano gli studiosi, anche con la chiusura dell'Edipower nel 2012. Ciononostante, scrive ancora il gruppo di lavoro,'è presumibile che le persone che vivono nelle stesse aree che hanno avuto una esposizione più alta nel passato continuino a manifestare effetti sanitari in rapporto alle esposizioni pregresse'.

"E allora, cosa si può fare, come si può intervenire? - si chiedono i promotori dell'associazione - E’ possibile continuare ad indagare e soprattutto cominciare a vigilare magari attraverso maggiori e serrati controlli sugli impianti? E la prevenzione? Che ruolo riveste e, soprattutto, quanto è accessibile a tutti?". Questi i temi in discussione venerdì sera in piazza Vittoria nell'assemblea pubblica promossa da "Brindisi ha i polmoni pieni", e intitola "Mò basta, parliamone".

All'incontro parteciperà anche il dott. Maurizio Portaluri, direttore dell'unità di Radioterapia dell’ospedale A. Perrino, da anni impegnato nella lotta volta ad indagare il possibile nesso tra  inquinamento e malattie, che così si è espresso: "Partecipare fa bene alla salute, è il punto di partenza giusto per un dialogo costruttivo che coinvolga tutti". Per info e contatti, “Brindisi ha i polmoni pieni” - cell. 347 6694454.

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