Latiano, pena residua per omicidio: arrestato a 67 anni, finirà a 80

LATIANO - Dopo circa venti anni è tornato agli arresti per dei residui di pena che complessivamente ammontano a tredici anni, cinque mesi e ventitré giorni. Si tratta di Aldo Pellè, 67 anni, di Latiano. Un nome che attualmente non dice niente. Ma un tempo era un persona molto temuta, organica alla Sacra Corona, ne era uno dei cassieri, con legami solidi – si dice - nel terrorismo nero. Non perché sia mai stato un malavitoso politicizzato. Ma solo perché in carcere aveva conosciuto alcuni personaggi di spicco di quell’area e con loro aveva stretto amicizia. Si diceva allora, ma gli investigatori non sono mai riusciti a provarlo, che avesse dato copertura e ospitalità a terroristi latitanti.

LATIANO - Dopo circa venti anni è tornato agli arresti per dei residui di pena che complessivamente ammontano a tredici anni, cinque mesi e ventitré giorni. Si tratta di Aldo Pellè, 67 anni, di Latiano. Un nome che attualmente non dice niente. Ma un tempo era un persona molto temuta, organica alla Sacra Corona, ne era uno dei cassieri, con legami solidi – si dice - nel terrorismo nero. Non perché sia mai stato un malavitoso politicizzato. Ma solo perché in carcere aveva conosciuto alcuni personaggi di spicco di quell’area e con loro aveva stretto amicizia. Si diceva allora, ma gli investigatori non sono mai riusciti a provarlo, che avesse dato copertura e ospitalità a terroristi latitanti.

Oggi Pellè è stato nuovamente messo agli arresti. Un cumulo di pene da scontare per condanne per associazione per delinquere di tipo mafioso, rapina e un omicidio compiuto tanti anni fa nel Tarantino. Di questo personaggio si erano perse le tracce. Nessuno ne aveva mai più sentito parlare. Venti anni fa era stato assegnato agli arresti domiciliari per le sue gravi condizioni di salute. Ai processi veniva portato in barella.

Pellè ha, da quarant’anni, una gamba amputata e l’altra col passare è progressivamente diventata rigida; è affetto da problemi cardiaci; è affetto da una grave malattia per la quale non ci sono cure, e per di più è obeso. In pratica la sua condizione di salute non è stata, negli anni, compatibile con il carcere e quindi era stato rimesso in libertà. In attesa che le sue condizioni di salute potessero essere compatibili con la detenzione. Condizioni che con il passare degli anni si sono ulteriormente aggravate.

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Il provvedimento di carcerazione nei confronti di Pellé è stato emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Taranto. Per l’omicidio consumato nel Tarantino in primo grado fu assolto. L’Appello ribaltò la sentenza e la Cassazione confermò. Ma Pellé resto in libertà per le condizioni pessime di salute.

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