Latitante in fuga tradito da un caffè

OSTUNI - Un caffè al bar, nel centro di Cisternino, è bastato per porre termine alla fuga di un ricercato ostunese, "inseguito" da una condanna definitiva a 10 anni per associazione per delinquere, rapina e armi.

Il commissariato di Ostuni

OSTUNI - Un caffè al bar, nel centro di Cisternino, è bastato per porre termine alla fuga di un ricercato ostunese, "inseguito" da una condanna definitiva a 10 anni per associazione per delinquere, rapina e armi: Teodoro Sorato, 45 anni, è finito in manette ieri pomeriggio, riconosciuto e chiamato per nome da un agente del commissariato di Ostuni. Gli davano la caccia da mesi, lo avevano cercato in Puglia e in Brianza dove s’era trasferito, perlomeno formalmente, per ragioni di lavoro. I poliziotti diretti dal vicequestore Francesco Angiuli lo hanno localizzato e catturato poco lontano da Ostuni, la sua città, dove risiedeva (in contrada Madonna Della Nova) fino all’ultimo arresto, nel 2012.

L’operazione è il frutto della collaborazione tra il commissariato di Ostuni e le squadre mobili di Brindisi e Milano. Da eseguire un ordine di carcerazione per effetto del quale Sorato deve scontare 10 anni di carcere, oltre che pagare 2.500 euro di multa, per una serie di colpi messi a segno tra Pulsano e Francavilla Fontana.

L’attività di indagine è partita da Ostuni. I poliziotti avevano raccolto informazioni, anche in quel di San Vito dei Normanni ed era emerso che il 45enne, consapevole che a breve sarebbe giunto il “definitivo” e che quindi qualcuno sarebbe andato a bussare alla sua abitazione per condurlo in carcere, si era dato alla macchia. Prima traccia in Brianza, dove i famigliari avevano riferito che l’uomo s’era trasferito per lavoro.

Infine di nuovo in Puglia. Ieri pomeriggio, da accertamenti investigativi, è risultato che Sorato si trovava in zona. Effettivamente, sulla base di particolari servizi di controllo e pedinamento, oltre che all’esito di attività tecnica, è saltato fuori che il pregiudicato si trovava in Valle d’Itria. Cisternino per la precisione.

Alle 17 in punto, a bordo della sua Renault Clio, è arrivato in centro, pieno di turisti, ed è entrato in un bar. C’era un agente in borghese che lo ha chiamato per nome. Il ricercato si è voltato ed è così caduto in trappola. E’ stato condotto in carcere, a Brindisi, in esecuzione dell’ordine di carcerazione che era stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi.

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