L'autopsia: "Schiacciato dai vagoni"

TARANTO - L'esame autoptico sul corpo dell'operaio morto martedì 30 ottobre nel reparto Mof (Movimento Ferroviario) dell'Ilva di Taranto, eseguito stamane presso l'Ospedale Santissima Annunziata dal medico legale incaricato dal pm, alla presenza dei colleghi che rappresentano parte lesa e azienda, conferma la prima ipotesi: Claudio Marsella è stato schiacciato dai vagoni mentre veniva eseguita la manovra di aggancio del locomotore ed è morto sul colpo. La salma del 29enne rientrerà a casa domani alle ore 12 e i funerali si terranno nel pomeriggio alle ore 15 presso la chiesa di S.Domenico ad Oria.

Claudio Marsella

TARANTO - L'esame autoptico sul corpo dell'operaio morto martedì 30 ottobre nel reparto Mof (Movimento Ferroviario) dell'Ilva di Taranto, eseguito stamane presso l'Ospedale Santissima Annunziata dal medico legale incaricato dal pm, alla presenza dei colleghi che rappresentano parte lesa e azienda, conferma la prima ipotesi: Claudio Marsella è stato schiacciato dai vagoni mentre veniva eseguita la manovra di aggancio del locomotore ed è morto sul colpo. La salma del 29enne rientrerà a casa domani alle ore 12 e i funerali si terranno nel pomeriggio alle ore 15 presso la chiesa di S.Domenico ad Oria.

E' iniziata alle 10 circa di questa mattina l'autopsia sul corpo del 29enne Claudio Marsella ed è durata circa tre ore. I medici legali - per la famiglia Alessandro Bocchini, per il pm Giancarlo Divella e per l'Ilva Luigi Strada - confermano la prima tesi avvalorata e cioè che il giovane operaio è stato schiacciato fra i i due vagoni sui binari nel reparto Mof del siderurgico in zona Parco Ovest. Claudio Marsella non è caduto e non ha avuto nessun malore ma è rimasto schiacciato tra i respingenti dei due vagoni. Quindi si tratterebbe di infortunio sul lavoro.

"Ritengo che la morte del giovane Marsella sia avvenuta sul luogo dell'incidente così come ritengono anche gli altri medici. - ha detto il medico legale della famiglia Marsella, Alessandro Bocchini, a BrindisiReport.it -.  Il ragazzo è stato schiacciato dai due vagoni. L'urto maggiore il giovane l'ha avuto sull'emibacino destro. Si tratta quindi di un infortunio sul lavoro".

Il magistrato che sta eseguendo le indagini dovrà decidere se, nei prossimi giorni per cristallizzare l'incidente, ci sarà bisogno di un sopralluogo sul luogo dove ha perso la vita Claudio Marsella. Il pm, Giovanna Cannarile, dovrà inoltre accertare se l'azienda ha rispettato tutte le norme in materia di sicurezza sul posto di lavoro, così come previsto dalla normativa vigente.

Intanto, il legale della famiglia Marsella, Raffaele Pesce, ha già inviato un'istanza di sollecito per chiedere l'assunzione anticipata dei mezzi di prova, in questa prima fase di indagine, al pubblico ministero Giovanna Cannarile, visto l'esito dell'esame autoptico. Il pm, quindi, nelle prossime ore, potrebbe richiedere al gip l'incidente probatorio.

Intanto, tutto il reparto Mof dell'Ilva è in sciopero per la morte del collega avvenuta quattro giorni fa. Gli operai del siderurgico minacciano di bloccare la produzione fino a martedì 7 novembre prossimo, ma se non si farà luce sull'incidente che ha spezzato la vita al giovane operaio, lo continueranno fino a data da destinarsi. Il blocco del reparto Mof, significherebbe anche quello degli impianti dell'Ilva in zona Tamburi. Si fermerebbe così il trasporto materiali del ciclo produttivo, perché quest'ultimo parte proprio dal reparto dove è morto Marsella.

Il locomotorista di Oria la mattina del 30 ottobre stava svolgendo una manovra come da prassi. Marsella era un esperto del settore, sapeva benissimo come la manovra di aggancio tra due vagoni deve essere fatta.  La manovra di aggancio del locomotore ai vagoni avviene quando  bisogna cambiare binario. Il tutto, dovrebbe avvenire, con un dispositivo elettronico (un joystick) che il locomotorista in quel momento ha tra le mani.

L'operaio, quando deve azionare il comando per l'aggancio dei due vagoni, si trova su una scaletta esterna al vagone. Se l'aggancio, per un ma funzionamento del dispositivo, non dovesse avvenire, l'operaio è costretto a scendere dalla scaletta (quindi abbandonare la propria sicurezza) e manualmente eseguire la manovra di aggancio, dopo che ambedue  i respingenti dei vagoni si sono toccati.

Claudio Marsella è quindi rimasto schiacciato nei respingenti dei vagoni mentre stava manualmente agganciando i due mezzi. Ora spetterà alla magistratura far luce sull'incidente che ha spezzato la vita dell'operaio, e quindi stabilire l'esatta dinamica dell'accaduto. Per adesso gli iscritti nel registro degli indagati per la morte del ragazzo rimangono tre e cioè il direttore dello stabilimento, Adolfo Buffo di 56 anni e due capi reparto, Antonio Colucci di 55 anni e Cosimo Giovinazzo di 38, entrambi di Martina Franca (Taranto). Il sindaco di Oria Cosimo Pomarico ha dichiarato lutto cittadino per la giornata di domani.

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