Dopo 30 anni a Pennagrossa arrivano le ruspe, grazie alla Regione

Alla fine le ordinanze deve mandarle la Regione Puglia, e a Pennagrossa, spiaggia “in” della Riserva naturale dello Stato e dell’Area marina protetta di Torre Guaceto, cadono sotto i colpi delle benne alcune costruzioni abusive

PENNAGROSSA (Carovigno) – Alla fine le ordinanze deve mandarle la Regione Puglia, e a Pennagrossa, spiaggia “in” della Riserva naturale dello Stato e dell’Area marina protetta di Torre Guaceto, cadono sotto i colpi delle benne alcune costruzioni abusive realizzate qualche decennio addietro, anche se i provvedimenti di demolizione risalgono pare agli anni Ottanta, emessi sia dalla Regione stessa che dal Comune di Carovigno che però non le ha mai eseguite.

Alcune delle case che sono in corso di abbattimento appartengono pare a persone della stessa famiglia, originaria di Carovigno. Erano state realizzate su terreni appartenenti all’ex Ersap, Ente regionale di sviluppo agricolo della Puglia, quindi chi vi ha realizzato gli immobili non era e non è neppure proprietario o affittuario dei terreni stessi. Tutti le persone in questione sono state a suo tempo condannate penalmente per gli abusi, ed ora hanno accettato di procedere alle demolizioni a proprie spese, sia per evitare un ulteriore procedimento penale da parte della Regione, sia per poi poter acquistare quelle particelle castali, ma solo per usi agricoli e non certo per edificare nuove strutture (siamo in piena zona C della riserva).

demolizioni case abusive pennagrossa-2

Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, pur avendo il compito di governare l’Amp e la riserva terrestre, non ha legalmente alcun potere per dare esecuzione a provvedimenti delle amministrazioni locali, cui compete il controllo del rispetto delle norme urbanistiche nell’area, divisa tra i Comuni di Carovigno (è il caso di Pennagrossa) e di Brindisi, le cui competenze cominciano dalla sponda destra del Canale Reale e proseguono per tutta la fascia sud-est della zona protetta. Comunque il Consorzio ha una funzione di vigilanza e tutela, quindi aveva rilevato nuovamente l’anomalia ed interpellato il Comune.

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Una foto dell’Istituto geografico militare degli anni Settanta, infatti, certificava che sulla strada di accesso alla spiaggia di Torre Guaceto circa 40 anni fa esisteva una sola casa, edificata quindi precedentemente alle normative urbanistiche successive. Tutto il resto è sorto dopo e non si sa come. Per le abitazioni sui terreni ex Ersap a sinistra della strada, procedendo verso il mare, ora sono in azione le ruspe, per le altre dovrà essere il Comune di Carovigno a verificare la corrispondenza con le leggi in materia.

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Gli abbattimenti in corso stanno avvenendo comunque senza tensioni, per le ragioni spiegate in precedenza, e rappresentano per tempi di esecuzione una rarità nel panorama dei casi di abusivismo che interessano le aree protette in Italia, proprio per la possibilità offerta dalla Regione ai soggetti in causa di acquisire, solo a demolizioni avvenute a spese proprie, i terreni acquistandoli dall’ex Ersap.

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Una nuova tappa di un lungo percorso di liberazione dell’area da interventi abusivi , di cui una tappa recente è stata raggiunta la scorsa estate, quando al culmine di un contenzioso amministrativo tra il Consorzio di Torre Guaceto e i proprietari del terreno su cui sorgeva il primo parcheggio al servizio del litorale di Pennagrossa, il parcheggio stesso è stato sottoposto a sequestro con inibizione dell’uso cui era stato destinato, e il Consorzio ha deciso di trovare una strada autonoma per ripristinare questo servizio affittando un’area poco distante, sul confine nord-ovest della riserva.

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