Lendinuso, bruciano tre auto: mistero

TORCHIAROLO – Tre auto carbonizzate e il prospetto di un’abitazione annerito. È questo il bilancio dell’incendio che intorno all’una di questa notte si è sviluppato in via del Pesce Spada nella marina di Lendinuso. Secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme, il rogo si sarebbe sviluppato dalla parte anteriore di una Fiat 500 di proprietà di una 33enne di origini albanesi residente a Torchiarolo da oltre dieci anni, che da quando si sarebbe separata con il compagno, anche lui di Torchiarolo, vive, insieme al figlio nella marina di Lendinuso.

Le auto distrutte a Lendinuso

TORCHIAROLO – Tre auto carbonizzate e il prospetto di un’abitazione annerito. È questo il bilancio dell’incendio che intorno all’una di questa notte si è sviluppato in via del Pesce Spada nella marina di Lendinuso. Secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme, il rogo si sarebbe sviluppato dalla parte anteriore di una Fiat 500 di proprietà di una 33enne di origini albanesi residente a Torchiarolo da oltre dieci anni, che da quando si sarebbe separata con il compagno, anche lui di Torchiarolo, vive, insieme al figlio nella marina di Lendinuso.

Sul posto non sono state trovate tracce di liquido infiammabile o lattine contenenti benzina o simili, per questo secondo il sopralluogo dei vigili del fuoco a scatenare le fiamme sarebbe stato un corto circuito. I carabinieri della compagnia di Brindisi, però, vogliono vederci chiaro e hanno avviato le indagini tese a risalire alle cause dell’incendio. Le vetture appartengono a tre proprietari diversi ma sull’identità degli altri due (uno sarebbe di Squinzano) gli investigatori mantengono lo stretto riserbo.

Una delle vetture, inoltre, è stata rimossa subito dopo il rogo. Sembra quasi sia stata fatta sparire. Le altre due, invece, sono ancora parcheggiate lì dove le lingue di fuoco le hanno sorprese. L’ipotesi del corto circuito pare non sarebbe stata condivisa nemmeno dalle presunte vittime di questo presunto attentato incendiario. Le auto erano parcheggiate a due passi dal mare e questa notte nella marina soffiava un forte vento. Sembra quasi impossibile che un corto circuito abbia potuto ridurre tre auto in quelle condizioni: completamente carbonizzate.

I proprietari se ne sono accorti quasi subito ma non hanno potuto fare nulla per salvare le loro auto, le lingue di fuoco le hanno inghiottite in pochissimi secondi e solo i vigili del fuoco hanno potuto riportare la situazione alla normalità. Uno dei prospetti si è annerito ma i danni sono stati limitati, nessuno è rimasto intossicato. Questa mattina i carabinieri hanno ascoltato i tre intestatari e i loro parenti più stretti nell’intento di fare luce su questo ennesimo incendio di auto.

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