Libera la banda del Kalashnikov

FRANCAVILLA FONTANA - E’ passato più di un anno e non è stata ancora esercitata l’azione penale. Le indagini preliminari, affidate al pm Raffaele Casto, non sono concluse. E quindi sono decorsi i termini di custodia cautelare. Tornano liberi, per decisione del gip, sui stanza delle difese e dello stesso magistrato (che ha chiesto la sostituzione del carcere con l’obbligo di dimora), i cinque componenti di un gruppo che fu beccato il 25 ottobre del 2011 a Francavilla Fontana, con un arsenale.

La carabina Remington 30.06

FRANCAVILLA FONTANA - E’ passato più di un anno e non è stata ancora esercitata l’azione penale. Le indagini preliminari, affidate al pm Raffaele Casto, non sono concluse. E quindi sono decorsi i termini di custodia cautelare. Tornano liberi, per decisione del gip, sui stanza delle difese e dello stesso magistrato (che ha chiesto la sostituzione del carcere con l’obbligo di dimora), i cinque componenti di un gruppo che fu beccato il 25 ottobre del 2011 a Francavilla Fontana, con un arsenale.

C’era perfino un kalashnikov e si trattava di una tipologia di arma che era stata adoperata un anno prima per fare fuori una persona, in quel caso si trattava di Nicola Canovari, e che servì invece a togliere la vita a un innocente. Sono ritornati a casa, con le opportune restrizioni, Gianluca Della Corte di 27 anni, Vitantonio Spirito di 26 anni, Maurizio Parisi di 24 anni, Giovanni Passiante di 25 anni, Giovanni Resta, 25 anni.

Furono trovati in possesso di un fucile d’assalto Ak 47 Kalashnikov M70AB2, di una carabina per la caccia al cinghiale Remington 30-06, e da una meno sofisticata ma altrettanto micidiale a breve distanza lupara ricavata da una doppietta Bernardelli calibro 12, oltre a 49 cartucce per la stessa Remington. I primi due del gruppo erano, come si è scoperto con attività tecniche, i gestori del piccolo scrigno di armi. Gli altri tre, invece, erano coloro ai quali esse erano state affidate. Finirono nei guai. Ma le indagini non si sono concluse, per lo meno non in tempi brevi.

“Rilevato che le indagini preliminari non sono concluse –si legge nel provvedimento – e che il pm non ha ancora esercitato l’azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio o richiesta di giudizio immediato, considerato che in relazione ai delitti in questione, e alla mancata emissione del decreto che dispone il giudizio, il termine di durata massima della custodia cautelare è di un anno” il giudice ha accolto la richiesta del pm di applicare per tutti l’obbligo di dimora.

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Il collegio difensivo dei cinque, che restano quindi indagati a piede libero, è composto daAldo Gianfreda, Michele Fino, Tommaso Resta, Cosimo Deleonardis, Ladislao Massari.

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