Lumachicida nel cibo: uccisi i cani di quartiere "Romeo" e "Giulietta"

Hanno trovato la morte tra sabato e domenica 22 settembre, nello stesso terreno in località Montevaccaro, che grazie all’amore di altri cittadini, era diventato la loro seconda casa

TORCHIAROLO – Uccisi senza pietà con veleno per lumache nascosto in una poltiglia di pasta e croccantini, due cani di quartiere che da qualche mese, dopo che la padrona aveva perso la casa in seguito a uno sfratto, vivevano per strada a Lendinuso, marina di Torchiarolo.  I vicini di casa e altri volontari si prendevano cura di loro ogni giorno. Sheila e Turbo, qualcuno li chiamava Romeo e Giulietta, hanno trovato la morte tra sabato e domenica 22 settembre, nello stesso terreno in località Montevaccaro, che grazie all’amore di altri cittadini, era diventato la loro seconda casa.

Del fatto se ne stanno occupando gli agenti della Polizia locale di Torchiarolo, intervenuti sul posto per il sopralluogo del caso. Le carcasse sono state rimosse e saranno sottoposte a tutti gli accertamenti necessari per mettere nero su bianco la causa del decesso. È chiaro che si è trattato di avvelenamento da metaldeide (il composto chimico del lumachicida) ma per le indagini è necessario anche il referto medico. Da una prima ispezione eseguita dal medico veterinario dell’Asl non vi sono dubbi che quei poveri cani sono stati uccisi da veleno “antilumaca”. Somministrato sottoforma di pietanza appetitosa.

I cittadini che fino a ieri si sono presi cura di “Romeo e Giulietta” che qualche mese fa avevano anche messo al mondo 15 cuccioli di cui 10 deceduti e 5 già dati in adozione, sono sconvolti. I due cani, anche se non avevano il microchip, fino alla primavera scorsa vivevano nel giardino di una villetta di Lendinuso insieme a un gatto. La donna che si prendeva cura di loro poi è stata sfrattata, la villa acquistata da una ditta di costruzioni e i cani e il gatto erano finiti per strada. Ma i vicini non li hanno mai abbandonati. A turno ognuno portavano loro cibo e affetto. Ogni giorno. Anche altri volontari si sono presi cura di questi animali senzatetto. Erano abituati a vedere sempre gente diversa intorno e a ricevere cibo anche da facce sconosciute. 

“Abbaiavano quando passava qualche auto ma non hanno mai messo in pericolo qualcuno, i bambini ci giocavano - racconta uno dei residenti – non hanno mai dato fastidio. Avevano anche familiarizzato con gli operai della ditta che stava ristrutturando quella che un tempo era la loro casa. Dopo la cucciolata avevamo costruito una cuccia per i cagnolini e stavamo facendo una colletta per sterilizzare Sheila. Non riusciamo a capire i motivo di questo gesto così atroce, nei confronti di animali indifesi”.

A trovare di due cani senza vita una delle residenti che li sfamava. Erano distesi nel terreno, intorno c’era il veleno antilumaca, accanto alle carcasse rigurgito dello stesso colore della sostanza tossica. Il gatto è riuscito a salvarsi ma da quanto racconta il cittadino è molto spaventato. Giustizia sarà fatta. Gli agenti della Polizia locale di Torchiarolo si sono messi subito a lavoro per individuare il responsabile.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • “Bimba nata morta all’ospedale Perrino”: denuncia dei genitori

  • Una domenica con la bomba: quasi tutta Brindisi evacuata

  • Malore alla guida: autista accosta e poi si accascia, in salvo gli studenti

  • Maltempo: scuole chiuse a Brindisi a in altri Comuni della provincia

  • Incidenti: le vittime e le strade più pericolose del Brindisino

  • Forti raffiche di vento: alberi sradicati, interventi in provincia

Torna su
BrindisiReport è in caricamento