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Marijuana, la base albanese Brindisi

BRINDISI - Altra droga, altro clan. Altri cittadini di nazionalità albanese e italiani. Questa volta il traffico di droga partiva da Brindisi verso la Toscana, Lazio e Veneto. Dopo l'operazione di ieri del Nucleo di polizia tributaria con 15 arresti, oggi la compagnia del capoluogo ha sgominato un sodalizio criminale dedito allo spaccio e traffico di sostanza stupefacente tipo marijuana, e porto e detenzione illegale di armi formato da 13 persone di cui 2 italiani (un terzo è nel frattempo deceduto), 9 albanesi e un uomo di nazionalità serba.

Maristella De Michele11 luglio 2012

BRINDISI - Altra droga, altro clan. Altri cittadini di nazionalità albanese e italiani. Questa volta il traffico di droga partiva da Brindisi verso la Toscana, Lazio e Veneto. Dopo l'operazione di ieri del Nucleo di polizia tributaria con 15 arresti, oggi la compagnia del capoluogo ha sgominato un sodalizio criminale dedito allo spaccio e traffico di sostanza stupefacente tipo marijuana, e porto e detenzione illegale di armi formato da 13 persone di cui 2 italiani (un terzo è nel frattempo deceduto), 9 albanesi e un uomo di nazionalità serba.

Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica del capoluogo, Valeria Farina Valaori. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa presso la Procura di Brindisi alla presenza del procuratore capo Marco Dinapoli e del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori.

Una sorta di parcheggio della droga il territorio provinciale di Brindisi, con particolare interessamento della città di Fasano, per il sodalizio criminale italo-albanese tenuto sotto tiro dal maggio 2011 dalla Guardia di Finanza, quando nel porto del capoluogo i finanzieri insieme alla polizia di frontiera scovarono un carico di oltre 300 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana. In quell'occasione furono arrestate 2 persone di nazionalità albanese. La droga arrivata dall'Albania in Puglia veniva smistata, attraverso acquirenti interregionali, in diverse parti d'Italia.

L'operazione - L'indagine "Shopping Mall" che ha visto impegnati ben 40 uomini dei baschi verdi, ha portato all'arresto in poco più di un anno di 17 persone, sparse in tutta Italia, tra albanesi e italiani. All'alba di oggi, invece, sono state 13 le ordinanze di custodia cautelare in carcere che hanno interessato 3 italiani, un brindisino, Vito Manta di 37 anni, e un soggetto di Fasano attualmente ricercato dai militari, mentre un uomo di San Michele Salentino è deceduto nel corso dell'indagine per cause naturali.

Gli albanesi invece sono 9 e c'è un serbo. L'operazione parte con l'ingente sequestro di marijuana nel porto di Brindisi il 4 maggio del 2011 - 360 chilogrammi - e con l'arresto di due albanesi. Durante l'ispezione sul mezzo proveniente dall'Albania, i finanziari trovarono cellulari e agende con appunti molto importanti per far partire l'indagine. Da lì, grazie alla collaborazione con la polizia giudiziaria e la Procura della Repubblica di Brindisi, sono state avviate intercettazioni ambientali e telefoniche - circa 200 utenze - dei soggetti albanesi coinvolti nell'attività illecita. Gli sviluppi investigativi nei 14 mesi d'indagine hanno portato al risultato odierno. Tre degli arrestati di stamattina hanno ricevuto l'ordinanza direttamente in carcere.

L'indagine - L'indagine partita nel maggio dell'anno scorso fino al mese di luglio 2012, ha portato al sequestro complessivo di 740 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana, due pistole, 2 caricatori e 34 cartucce. Gli arresti in flagranza di reato sono state 17 di cui 10 albanesi, 6 italiani e un kosovaro. Le ordinanze di custodia in carcere di oggi sono 13. L'ultimo sequestro, in ordine di tempo, della droga appartenente al clan sgominato è del febbraio 2012 quando a Fasano - città dove si trovava il deposito della droga del sodalizio italo-albanese - fermarono i finanzieri 4 albanesi con 140 chilogrammi di droga e tutti i soggetti furono arrestati.

Il traffico di droga veniva gestito direttamente nella provincia di Brindisi. La marijuana arrivata dall'Albania, veniva caricata sui mezzi e portata nel deposito di Fasano il cui titolare è l'uomo ad oggi ancora ricercato. Da lì, i pusher italiani e albanesi prendevano piccole quantità e nei centri commerciali della provincia, ovvero Conforama a Fasano, Auchan a Mesagne e Ipercoop a Brindisi, nei parcheggi, avvenivano i contatti con gli acquirenti. Quando questi ultimi erano pronti a comprarla, si rincontravano, e in quel momento avveniva lo scambio prodotto-moneta.

Gli acquirenti sono arrivati anche da diverse parti d'Italia, come Veneto, Lazio e Toscana. Nell'ultimo periodo, oramai ignari del fatto di avere i militari addosso, forse per risparmiare tempo e denaro, avevano anche acquistato una barca di 6 metri per andare direttamente in Albania e andare a prendersi la droga. I movimenti, con il 20 piedi partivano sempre dal porto di Savelletri. Il provento dell'attività illecita del sodalizio criminale avrà fruttato - secondo gli investigatori - circa 1 milione di euro.

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