Marò, domani la decisione

KOCHI - L'Alta Corte del Kerala ha fissato per domani pomeriggio la decisione sul ricorso presentato dall'Italia in cui si contesta l'applicabilità delle leggi indiani al caso dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Ma per risolvere questo caso, che potrebbe diventare ancora più complicato, il governo italiano non intende mostrare i muscoli: dalla Corea del Sud il presidente del Consiglio, Mario Monti, oggi ha ribadito che ci vogliono "azioni più pazienti, ma forse più profonde". Senza abbandonare però i punti fermi su cui l'Italia lavora dal giorno dell'arresto e che oggi Monti ha ribadito al primo ministro indiano Manmohan Singh incontrato ai margini del vertice internazionale di Seul.

Massimiliano Latorre mentre si reca in Tribunale

KOCHI - L'Alta Corte del Kerala ha fissato per domani pomeriggio la decisione sul ricorso presentato dall'Italia in cui si contesta l'applicabilità delle leggi indiani al caso dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Ma per risolvere questo caso, che potrebbe diventare ancora più complicato, il governo italiano non intende mostrare i muscoli: dalla Corea del Sud il presidente del Consiglio, Mario Monti, oggi ha ribadito che ci vogliono "azioni più pazienti, ma forse più profonde". Senza abbandonare però i punti fermi su cui l'Italia lavora dal giorno dell'arresto e che oggi Monti ha ribadito al primo ministro indiano Manmohan Singh incontrato ai margini del vertice internazionale di Seul.

Per Roma la giurisdizione resta italiana, come richiesto nel ricorso che la corte giudicherà domani. E i militari vanno trattati come rappresentanti delle istituzioni. "Singh - ha precisato il premier Monti - mi ha fornito assicurazioni sulla volontà di garantire condizioni adeguate allo status militare". E di arrivare ad una "soluzione amichevole a questo difficile problema umano", esplorando "tutte le strade possibili nel rispetto ovviamente dell'indipendenza del potere giudiziario indiano".

I due premier continueranno dunque a tenersi "in stretto contatto", mentre il lavoro diplomatico proseguirà anche a Delhi, dove presto ("entro quattro giorni") tornerà il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura. "Non molliamo"», ha assicurato De Mistura, spiegando che a questo punto le questioni sono due: o le pallottole che hanno ucciso i pescatori indiani nel Kerala "purtroppo erano italiane, o non lo erano". Ma se anche dovesse emergere che si tratta di pallottole italiane, la posizione del governo è chiara: "Militari italiani non possono essere giudicati che in Italia".

Oltre che sulla vicenda che coinvolge i sottufficiali del Reggimento San Marco, i pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Singh ha garantito il suo impegno anche sull'altro caso che "preoccupa gli italiani", come ha detto Monti: quello di Paolo Bosusco, rimasto nelle mani dei ribelli maoisti dopo la liberazione di Claudio Colangelo. Singh ha assicurato a Monti che da parte indiana verranno fatti "tutti gli sforzi" per giungere alla sua liberazione.

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