Maxitruffa ai danni di una banca: era pronto a scappare con 890.000 euro

CEGLIE MESSAPICA - Non si può dire che la truffa non fosse stata studiata in maniera scientifica e persino tecnologica. Ma gli agenti sono riusciti a scoprirla comunque, bloccandolo con le mani sulla marmellata proibita: circa 900.000 euro, che di lì a poco stavano per finire definitivamente nelle sue tasche. In manette è così finito un quarantaseienne di Ceglie Messapica, Giambattista Elia, beccato in trasferta proprio nel momento topico. Stava incassando a Bologna, nella filiale di una banca del centro, il denaro relativo a un deposito di assegni circolari per un valore complessivo di 890.000 euro, frutto - secondo le indagini - di un'attività criminale finalizzata alla negoziazione di titoli di credito, provento di delitto, su posizioni di conto corrente create ad hoc con documenti false e intestate a società inesistenti.

Giambattista Elia

CEGLIE MESSAPICA - Non si può dire che la truffa non fosse stata studiata in maniera scientifica e persino tecnologica. Ma gli agenti sono riusciti a scoprirla comunque, bloccandolo con le mani sulla marmellata proibita: circa 900.000 euro, che di lì a poco stavano per finire definitivamente nelle sue tasche. In manette è così finito un quarantaseienne di Ceglie Messapica, Giambattista Elia, beccato in trasferta proprio nel momento topico.  Stava incassando a Bologna, nella filiale di una banca del centro, il denaro relativo a un deposito di assegni circolari per un valore complessivo di 890.000 euro, frutto - secondo le indagini - di un'attività criminale finalizzata alla negoziazione di titoli di credito, provento di delitto, su posizioni di conto corrente create ad hoc con documenti false e intestate a società inesistenti.Un' operazione della Polizia postale e delle comunicazioni dell' Emilia-Romagna che per il momento ha portato all'arresto soltanto del pregiudicato cegliese, per ricettazione, falso e installazione abusiva di apparati per intercettare comunicazioni telefoniche.

L'uomo, secondo gli investigatori, era già pronto a far perdere le proprie tracce non appena prelevato il denaro; aveva infatti bagagli e documenti, segno che si sarebbe allontanato subito dalla città.

Le indagini, avviate grazie alla collaborazione con il 'Security Department' di Unicredit, hanno accertato che i titoli in corso di transazione, già negoziati in precedenza per importi notevolmente inferiori, erano stati abilmente falsificati (tanto da ingannare anche gli 'addetti ai lavorì) nella loro numerazione identificativa.

La Polizia postale ha scoperto che Elia faceva parte di una banda che disponeva anche di sofisticati strumenti tecnici per intercettare e deviare i flussi telefonici diretti alla banca di emissione dei titoli. Proprio queste tecnologie hanno permesso ai truffatori di ingannare i funzionari della banca bolognese, che richiedevano informazioni a quelli che ritenevano fossero i loro omologhi della banca campana emittente dei titoli di credito ma che, in realtà, erano i complici di Elia.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta dal Gip Mirko Margiocco, su richiesta del Pm Valter Giovannini, titolare dell'indagine. La sezione specializzata del compartimento Polizia postale che si occupa di reati ai danni di agenzie di credito, che ha svolto le indagini, continua gli accertamenti per individuare i complici.

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