Mensa scolastica, nuovo bando. Il Pd chiede alimenti bio. E il Pri taglio del ticket

Le proposte dei partiti rivolte al Comune di Brindisi, in vista della scadenza dell’appalto alla società Markas

BRINDISI – Menu bio per la mensa scolastica, tagli ai ticket e tutele del personale addetto al servizio. Le richieste arrivano da alcuni partiti politici, in coincidenza con la scadenza del bando per la ristorazione negli istituti di Brindisi, e sono rivolti alla struttura commissariale che dovrà approntare il nuovo testo.

Una dipendente della Markas all'esterno della Don Milani - Copia-2

I primi a intervenire sono gli esponenti del Pri, seguiti da quelli del Pd, forze politiche che a Brindisi, in vista delle prossime elezioni, sono su due poli opposti: il primo con il centrodestra trainato da Forza Italia, l’altro sempre più vicino a Brindisi Bene Comune. D’accordo gli uni e gli altri sulla necessità di rivedere il capitolato d’appalto che andrà in scadenza a breve, dopo l’esperienza di gestione affidata alla società Markas. L’obiettivo dichiarato da entrambe le forze politiche è garantire la qualità del servizio, contenendo al tempo stesso il prezzo per la ristorazione a carico delle famiglie. Operazione tutt’altro che facile. Ma non impossibile.

Menu bio e premialità per le scuole

Nadia Fanigliulo-2Per il Partito democratico, la soluzione porta al menu bio, con un sistema di premialità per le scuole. Ne è convinta Nadia Nanigliulo (nella foto accanto): “I Ministeri delle Politiche Agricole e Forestali e dell'Istruzione, nei giorni scorsi, hanno presentato a Milano il sistema pubblico di riconoscimento e certificazione delle mense scolastiche biologiche”, ricorda. “L’emendamento per l'istituzione le mense bio, approvato nel corso della legge di bilancio, era stato annunciato lo scorso maggio dal Ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, ed ora sono stati definiti anche i criteri e le regole condivise per ottenere la certificazione e rendere operativo il sistema dal prossimo anno scolastico”, prosegue.

“Per la prima volta in Italia le mense scolastiche biologiche saranno regolamentate e riconosciute dal sistema pubblico. L’iter da parte delle scuole è volontario e i criteri di classificazione si basano sulle percentuali di materie prime di origine biologica e su alcuni requisiti fissati. L’obiettivo è valorizzare le scuole che vogliono promuovere l'utilizzo di prodotti biologici, favorendo i principi di una sana alimentazione e non solo: sono previsti, infatti, dei criteri di premialità per le scuole che riducono gli sprechi alimentari, recuperando i prodotti non somministrati e destinandoli ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale e che usano prodotti del territorio, utilizzando alimenti biologici prodotti in un’area vicina al luogo di somministrazione del servizio per ridurre l’impatto ambientale”, sostiene l’esponente del Pd.

Il fondo nazionale ammonta a 10 milioni di euro l’anno a regime e servirà a rendere più accessibili i servizi e a proseguire le azioni di educazione alimentare iniziate con la stagione di Expo Milano.

La riduzione del ticket

anna rita crudo-2Il Pri parte dalla condivisione della scelta del commissario di “non prorogare l’attuale gestione del servizio di ristorazione scolastica, se non fino alla fine dell’anno scolastico in corso, e di indire una nuova gara per la individuazione dell’impresa cui affidare questo delicatissimo compito”. La nota stampa è firmata dal responsabile dei servizi a domanda individuale, Annarita Crudo (nella foto accanto). “Ricordiamo  che l’affidamento alla Markas non avvenne in forza della qualità del progetto offerto ma esclusivamente a seguito di decisioni della giustizia amministrativa.

“Una conduzione, forse, non a caso iniziata nel peggiore dei modi atteso che la realizzazione del centro di cottura comunale, posta a carico della ditta aggiudicatrice, avvenne con un notevole ritardo, con la conseguente decisione di preparare i pasti da somministrare ai nostri bambini in una struttura lontanissima dal Comune capoluogo e che tante proteste suscitò tra i genitori. Una conduzione, se possibile, proseguita in modo ancora peggiore con scelte penalizzanti nei confronti dei lavoratori e dell’utenza”, prosegue Crudo.

“Come interpretare altrimenti la decurtazione dell’orario di lavoro dei dipendenti operata senza alcuna condivisione delle rappresentanze sindacali e che vede oggi la maggior parte dei lavoratori impegnati nel servizio prestare la loro opera per un’ora e quarantacinque minuti al giorno, con riflessi inevitabilmente negativi sulla qualità del servizio atteso che in quel limitatissimo lasso di tempo si dovrebbe provvedere alla pulizia dei locali in cui viene svolto il servizio di ristorazione scolastica, alla somministrazione dei pasti e al ripristino successivo delle necessarie condizioni igieniche”.

“Ci auguriamo, allora, che nel prossimo capitolato d’appalto che sarà predisposto dalla Amministrazione Comunale si tenga conto di questo aspetto fondamentale. Tanto più che l’incidenza del servizio sul bilancio comunale dovrebbe ridursi, atteso che il centro cottura realizzato dalla ditta aggiudicatrice rientrerà nella piena disponibilità dell’Amministrazione e non costituirà più oggetto di gara. Questa circostanza dovrebbe consentire, da un lato, un incremento delle ore lavorative oggi svolte dal personale addetto alla mensa scolastica, la cui riduzione ha generato un contenzioso tutt’ora in corso, e, dall’altro, una contrazione del ticket posto a carico dell’utenza”.

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