Micorosa, ordinanza per la bonifica

BRINDISI - Svolta clamorosa nella vicenda dell'area ex petrolchimico nota anche come Micorosa: la Provincia, con un'ordinanza intima a tre società ed alla curatela fallimentare della stessa Micorosa, di bonificare la gigantesca discarica di fanghi chimici.

La discarica Micorosa

BRINDISI - Svolta clamorosa nella vicenda dell'area ex petrolchimico nota anche come Micorosa: la Provincia, con un'ordinanza firmata dal dirigente del Settore Ambiente ed ecologia, Pasquale Epifani, intima a tre società ed alla curatela fallimentare della stessa Micorosa, di provvedere alla bonifica della gigantesca discarica di fanghi chimici che si trova tra il perimetro della fabbrica e la spiaggia delle Saline di Punta della Contessa, al confine con l'omonimo Parco regionale.

Le società chiamate in causa dalla Provincia, in base al principio stabilito dalla normativa italiana del settore, sono Edison, Eni (malgrado la vittoria in primo grado dinnanzi al Tar di Lecce) e Syndial, un'altra società di servizi ambientali e logistici del gruppo Eni, insediata anche nel petrolchimico di Brindisi. Micorosa, come già detto altre volte, è la piccola Srl fondata da un ex geometra della Montedison che rilevò la discarica con il proposito di lavorare gli idrati di calcio contenuti per farne materiale destinato ai denitrificatori delle centrali a carbone Enel, progetto mai decollato.

Quindi si profila all'orizzonte un'altra battaglia davanti alla giustizia amministrativa, ma se le società destinatarie dell'ordinanza dovessero soccombere, toccherà a loro l'onere di rimuovere e portare in discariche autorizzate il milione e mezzo di metri cubi di veleni contenuti nel bacino costiero (era uno stagno) di circa 50 ettari. Oppure lo farà lo Stato, ma in loro danno. Resta da vedere, tuttavia, quale sarà la procedura che indicherà il Ministero dell'Ambiente per la bonifica del sito.

"L’Amministrazione Provinciale fa presente che a seguito dell’invito fatto pervenire, già nel novembre 2011, dal Ministero dell’Ambiente, ha provveduto da tempo ad attivare le procedure previste per l’adozione delle ordinanze di bonifica nell’ambito dell’Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale, laddove verificate gravi inadempienze da parte dei soggetti responsabili dello stato di inquinamento", annuncia un comunicato diramato dal commissario straordinario Cesare Castelli.

"In conseguenza di quanto sopra, il Dirigente del Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, ha emanato, in data 25 marzo 2013, l’Ordinanza con cui si intima alle diverse società interessate di provvedere alla bonifica dell’area individuata in circa 50 ettari utilizzata per lo scarico incontrollato dei rifiuti prodotti in passato. L’Ordinanza - spiega la nota del commissario Castelli - si è resa necessaria a seguito delle indagini di caratterizzazione effettuate sull’area in questione da parte del Comune di Brindisi da cui è emerso che il sito versa in gravi condizioni di inquinamento causato orientativamente negli anni compresi tra il 1960 e il 1980".

Nello specifico, "le società indicate nell’Ordinanza sono state individuate quali responsabili dello stato di inquinamento e, pertanto, si dovranno fare carico degli oneri di bonifica. Infatti, pur se proprietarie a vario titolo e/o gestione dell’area per periodi diversi di tempo, non hanno provveduto al suo disinquinamento, neanche a livello minimo, né hanno attivato interventi di messa in sicurezza di emergenza per arginare il fenomeno di contaminazione dei terreni e delle acque di falda", sottolinea il comunicato della Provincia di Brindisi.

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"Tale Ordinanza è atto propedeutico e indifferibile affinché la Pubblica Amministrazione realizzi, qualora questa non trovi esecuzione, i necessari interventi di bonifica in via sostitutiva ai soggetti inadempienti e responsabili a vario titolo dello stato di contaminazione dell’area in questione. In caso di intervento sostitutivo, sarà attivata ogni necessaria azione finalizzata al recupero, a carico dei soggetti inadempienti, delle spese sostenute per gli interventi effettuati in sostituzione".

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