Sviene mentre lavora in una cisterna: soccorso dai pompieri, è grave

In prognosi riservata un 39enne del Mali che nel cuore della notte stava effettuando lavori di verniciatura nelle campagne di Ostuni. I fumi delle sostanze chimiche potrebbero aver provocato il malore. Indagano i poliziotti del commissariato

OSTUNI – Si è sentito male mentre lavorava in una cisterna di recupero dell'acqua piovana, fino ad accasciarsi, privo di sensi. I vigili del fuoco e il personale del 118 hanno soccorso un 39enne originario del Mali che nel cuore della notte stava effettuando lavori di verniciatura in contrada Donnagnora, nelle campagne di Ostuni. Il malcapitato è ricoverato in prognosi riservata presso l'ospedale Perrino di Brindisi. 

Il provvidenziale intervento dei soccorritori

La richiesta di intervento è arrivata intorno alle ore 00.20 di oggi (giovedì giugno), tramite il 115. L'allarme, da quanto appreso, è stato lanciato da alcuni vicini del 39enne, preoccupati per il fatto che lo stesso, domiciliato a Carovigno, non rientrava a casa. Una squadra di pompieri è immediatamente partita dal distaccamento della Città Bianca. Al momento dell’arrivo dei soccorritori, il migrante si trovava riverso sul fondo del fabbricato, profondo due metri per due metri di altezza.

Prima di estrarlo i pompieri hanno indossato gli auto-protettori. Una volta sul fondo della vasca, hanno applicato una maschera anche al 39enne, in stato di incoscienza. Poi lo hanno consegnato al personale del 118. Da lì è stato trasportato in ospedale. I medici hanno chiesto informazioni sul tipo di sostanze alle quali era stato esposto, per prestargli le cure del caso. 

Le indagini

Da quanto appreso, l’uomo stava passando un rivestimento impermealizzante per calcestruzzo sulle pareti della cisterna. Stando a una della prime ipotesi, è presumibile che i fumi delle vernici gli abbiano causato un malore. Spetterà ai poliziotti del commissariato di Ostuni il e al personale dello Spesal di Brindisi il compito di far luce dalla vicenda. Bisogna capire infatti per conto di chi il migrante stava effettuando quei lavori, se la sua posizione fosse stata regolarizzata dal datore di lavoro, da quante ore si trovava all’interno di quella cisterna e se siano stati adottati gli accorgimenti del caso per proteggerlo dalle esalazioni delle sostanze chimiche da cui era circondato.

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