"Milani? Resti pure se vuole. La nostra è una battaglia a tutela del Diritto”

OSTUNI - Non si placa la querelle in riva al mare, attorno alla dimora estiva della giornalista del Tg2. Dopo gli alti lamenti, la decisione di vendere casa, salutando la Puglia, manifestata pubblicamente dalla signora della moda, Mariella Milani (per il trattamento riservatole dai vicini e dalla città di Ostuni, quale reazione ad alcune opere edilizie realizzate dalla stessa presso la sua villa nel villaggio “Monticelli”, lungo il litorale della Città bianca) ecco alzarsi la voce anche dei suoi avversari: Giuseppe Sasso e Dino Marseglia

muro di cinta della villa sul mare di Mariella Milani

OSTUNI - Non si placa la querelle in riva al mare, attorno alla dimora estiva della giornalista del Tg2. Dopo gli alti lamenti e la volontà di vendere casa, salutando la Puglia, manifestata pubblicamente dalla signora della moda, Mariella Milani (per il trattamento riservatole dai vicini e dalla città di Ostuni, quale reazione ad alcune opere edilizie realizzate dalla stessa presso la sua villa nel villaggio “Monticelli”, lungo il litorale della Città bianca) ecco alzarsi la voce anche dei suoi "avversari".

La replica dei vicini di casa è contenuta in una nota firmata per controbattere, punto su punto, alle lagnanze della giornalista: “Gli imprenditori Giuseppe Sasso e Leonardo Marseglia, anche facendosi carico di un onere economico e processuale che incombeva all’amministrazione del Villaggio Monticelli, a fronte degli evidenti “allargamenti” perseguiti dalla Milani  sia con riferimento alla propria villa sia al terreno circostante, hanno iniziato una battaglia che, pur svolgendosi nelle aule di un Tribunale, è pur sempre una battaglia di civiltà contro ogni abuso del diritto e contro ogni prepotenza”.

Questa la premessa, quindi il primo acuto: “Fa specie che la signora Milani abbia ritenuto di estendere all’intera città di Ostuni un rancore che invece deve riservare solo a se stessa o quanto meno alle persone che le hanno suggerito soluzioni edilizie ed urbanistiche non in linea con le leggi ed i regolamenti. La subdola insinuazione che gli indigeni siano in grado di pilotare e “aggiustare” i processi e le “carte” va respinta al mittente, con invito alla stessa Milani a meditare sull’effettiva legittimità del proprio operato e quella dei suoi consiglieri. Con gli articoli dei giornali può cercare di portare dalla sua parte qualche lettore, ma non può convincere i giudici. Né la sua minaccia di lasciare sdegnosamente la città di Ostuni, potrà generare una sommossa popolare contro che rivendica solo la tutela dei propri diritti e quelli di una collettività, nel passato troppe volte compressi e violati”.

Poi, rivolgendosi alla loro dirimpettaia, i vicini affondano la penna e lanciano la sfida:  “Resti pure la signora Milani in Ostuni, attenda fiduciosamente l’esito dei giudizi, che, sia pure ancora sommariamente, hanno ritenuto la illegittimità dell’attività edilizia della Milani. E quando, forse, ne uscirà vittoriosa decida pure in libertà di rimanere o di andarsene quale ulteriore finale punizione per quegli ingrati temerari che hanno osato citarla in giudizio.

Se poi dovesse decidere di rimanere in Ostuni, prenda esempio dalle tante personalità dello spettacolo, della scienza, dell’economia, dell’arte e del giornalismo, che hanno scelto Ostuni come luogo eletto delle loro quiete vacanze, abitandola discretamente, oppure hanno ritenuto di contribuire con la loro professionalità o la loro arte a potenziare le attrattive culturali della città”.

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Il riferimento è esplicito all’Associazione “Amici di Ostuni”: “Vi aderisca. Non è un club di Vip malati di snobismo. Consigliamo alla signora Milani di iscriversi, affinché, nel rispetto e nello spirito del sodalizio, contribuisca al meglio a migliorare la città con la sua arte e la sua professionalità”.

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