Morte bimbo: "Avviso" per un elettricista

OSTUNI – Morte del bimbo: l’inchiesta aperta dal Pm Giuseppe De Nozza conterebbe già un paio di iscritti nel registro degli indagati: il primo nome è quello di un elettricista ostunese , che una decina di anni fa installò l’autoclave. Avviso di garanzia (quale atto dovuto), anche al proprietario della villa (nonno materno del piccolo).

L'avvocato Onofrio Nacci con il piccolo Riccardo

OSTUNI – Morte del bimbo: l’inchiesta aperta dal Pm Giuseppe De Nozza conterebbe già un paio di iscritti nel registro degli indagati: il primo nome è quello di un elettricista ostunese , che una decina di anni fa installò l’autoclave. Avviso di garanzia (quale atto dovuto), anche al proprietario della villa (nonno materno del piccolo).

L’ipotesi di reato, come da prassi in casi del genere, è omicidio colposo. Sarebbe stata la mancanza della cosiddetta “messa a terra” all’autoclave a causare la tragedia in cui ha perso la vita il piccolo Riccardo Nacci. A seguito della mancanza di questo requisito fondamentale per la sicurezza, che permette agli elettrodomestici di equiparare la differenza di potenziale con la terra, evitando il rischio di folgorazione, la corrente elettrica sarebbe arrivata fino al rubinetto con cui il bimbo di 7 anni stava giocando lunedì sera fulminandolo con una scarica a 220 volt. Un assurdo incidente che sarebbe potuto capitare a chiunque. Sfortunatamente la vittima è un bimbo di 7 anni.

L’impianto è finito sotto sequestro da parte degli agenti di polizia del commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni, guidati dal vice questore aggiunto Franceco Angiuli.

La tragedia, nella residenza estiva del dirigente del Sunia (il sindacato inquilini della Cgil), lo stimato avvocato Onofrio Nacci è avvenuta intorno alle 20 di lunedì nellla casa del nonno di contrada Badessa. Impossibile per la zia e la cuginetta - insieme con mamma Rosita, insegnante, intenta a cambiare il fratellino di due anni – salvare la vita del piccolo congiunto, sottoposto ad una scarica risultata fatale nell’arco di poche ore, soprattutto perché era bagnato.

Vani anche i primi soccorsi prestati dai vicini e la corsa disperata al Perrino di Brindisi, dei genitori, il piccolo viene sopraffatto dall’arresto cardiocircolatorio intorno all’1, dopo cinque ore di agonia. Impossibile anche l’estremo atto di solidarietà di donare gli organi del piccolo Riccardo, troppo compromessi dalle ferite riportate.

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Ieri alle 17, nella chiesa di San Luigi ad Ostuni, il parroco don Franco Blasi, di fronte anche all’intera scolaresca del primo circolo “Pessina” – la classe di Riccardo – ha invitato i genitori a ricordare “la gioia della nascita, invocando che sia più forte del dolore di questi tragici momenti”. Gremita la chiesa di San Luigi per l’estremo abbraccio alla famiglia Nacci da parte della comunità ostunese ancora incredula per l’assurda tragedia che ha scosso tutti nel profondo.

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