Morte di Riina: decine di post di cordoglio sui profili di figlia e genero

Maria Concetta Riina, figlia del capo dei capi, risiede da anni a San Pancrazio Salentino insieme al marito, Tony Ciavarello

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Decine di messaggi di cordoglio stanno arrivando sui profili facebook di Maria Concetta Riina, figlia di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra morto la scorsa notte (fra giovedì 16 e venerdì 17 novembre) nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma, e di suo marito, Tony Ciavarello. I due risiedono da anni a San Pancrazio Salentino.

Poche ore il decesso del padre, spirato alle 3,37, lei ha sostituito la foto del suo profilo con l’immagine di una donna che invita al silenzio, con il dito indice sulle lebbra. Lui invece, in segno di lutto, ha pubblicato un nastrino nero. Sono tante le persone, residenti in varie regioni d’Italia, che hanno manifestato la loro vicinanza alla figlia e al genero del defunto, che proprio ieri aveva compiuto 87 anni. 

Facebook rimuove nastro a lutto e messaggi

Riina stava scontando una pena cumulativa di 26 ergastoli. Latitante dal 1969, venne arrestato il 15 gennaio del 1993 a Palermo. Da allora era recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis (il carcere duro per i reclusi più pericolosi). Dopo l’aggravamento delle sue condizioni di salute era stato trasferito presso la struttura sanitaria di Parma, dove è stato sottoposto a due interventi chirurgici. Da cinque giorni era in coma. 

Nella giornata di ieri, poco prima della morte, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell’Amministrazione penitenziari, ha autorizzato i figli di Riina a raggiungere il capezzale del padre. Lo scorso 26 ottobre, fra l’altro, finì alla ribalta dei media nazionali un appello lanciato da Ciavarello sul suo profilo Facebook. Il genero di Riina, infatti, colpito la scorsa estate da un provvedimento di sequestro che interessò le sue aziende, oltre a beni e conti correnti dei famigliari del boss, chiese un aiuto economico pubblicando un annuncio sul sito collettiamo. Ciavarello si definisce sul suo profilo “un martire perseguitato dalla procura di Palermo”. 

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Commenti (1)

  • Non so se figlia e genero sono persone perbene, e quindi meritevoli di stima e affetto. In ogni caso il cordoglio espresso per un feroce assassino lascia sgomenti.

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