Motovedetta salva 4 diportisti

SAN FOCA - Quattro persone sono state tratte in salvo nella serata di ieri al lergo di San Foca dalla nuova motovedetta veloce CP721 recentemente assegnata all'Ufficio circondariale marittimo di Otranto. Quando il veloce mezzo di soccorso, progettato per operare in condizioni meteo molto avverse e dotato di tubolari pneumatici, è giunto sul posto, il motoscafo sul quale viaggiavano i diportisti era già semisommerso. I quattro, forse perchè la barca era priva dell'atollo autogonfiabile, o forse perchè non c'era stato tempo per attivarlo, si erano messi in salvo aggrappandosi alla boa di una rete da pesca. Nessuno ha avuto bisogno di cure mediche dato il breve lasso di tempo trascorso in acqua.

Il battello di salvataggio CP721 di Circomare Otranto

SAN FOCA - Quattro persone sono state tratte in salvo nella serata di ieri al lergo di San Foca dalla nuova motovedetta veloce CP721 recentemente assegnata all'Ufficio circondariale marittimo di Otranto. Quando il veloce mezzo di soccorso, progettato per operare in condizioni meteo molto avverse e dotato di tubolari pneumatici, è giunto sul posto, il motoscafo sul quale viaggiavano i diportisti era già semisommerso. I quattro, forse perchè la barca era priva dell'atollo autogonfiabile, o forse perchè non c'era stato tempo per attivarlo, si erano messi in salvo aggrappandosi alla boa di una rete da pesca. Nessuno ha avuto bisogno di cure mediche dato il breve lasso di tempo trascorso in acqua.

Il tenente di vascello Francesco Amato, comandante di Circomare Otranto, ha avviato una inchiesta per stabilire le cause del naufragio, che sarà possibile appurare una volta recuperata l'imbarcazione ed individuata la via d'acqua (solitamente si tratta delle prese a mare dei wc nautici o degli scarichi). Fatto sta, che una volta resosi conto di imbarcare acqua in abbondanza, il comandate del natante ha azionato le pompe di sentina, ma non è servito che a rallentare l'affondamento. Vano anche il tentativo di raggiungere a manetta il porto di San Foca (base peraltro della CP721), perchè l'acqua ha raggiunto le batterie e il motore si è spento.

A quel punto, con la barca semiaffondatata e alla deriva, il comandante della barca ha chiesto soccorso telefonicamente attraverso il numero 1530, che attiva gli interventi della Guardia Costiera, e che chiunque vada per mare deve memorizzare. Il natante affondava pochi minuti dopo nel punto con coordinate 40°18’.6 Nord, 018°24’.2 Est, fa sapere un comunicato di Circomare Otranto. Ma sul posto era nel frattempo arrivata la CP721 che si trovava già in zona per le attività di ricerca e soccorso connesse ai flussi di clandestini nel Canale d'Otranto.

Sono bastati pochi minuti per il recupero dei quattro occupanti, fa sapere sempre la Guardia Costiera. I quattro sono stati trasportati fino al porto di San Foca, ove sono giunti subito dopo, intorno alle 21, e subito trasferiti negli Uffici del Comando del porto. Il fatto è accaduto circa un miglio al largo di San Foca alle 20,25. La sala operativa di Otranto ha immediatamente richiesto al Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo di Taranto l'emanazione di un avviso ai naviganti, poiché non era certo che il natante (data la presenza di sacche d'aria all'interno dello stesso) avesse raggiunto il fondale e non rappresentasse un pericolo per la navigazione nella zona. Sono in corso, con l’aiuto di una ditta specializzata, le operazioni di recupero della barca, che verrà messa a disposizione dell’autorità marittima per chiarire le cause dell’incidente

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