"Nell'ex Base Usaf i guai di Lampedusa"

BRINDISI – Ci ha pensato il Ministero dell’Interno, al posto del Dipartimento della Protezione civile e dell’intero tavolo tecnico istituito, a sciogliere il dilemma su un impiego parziale della ex Base Usaf per l’emergenza immigrazione (secondo le ottiche politiche del governo Berlusconi). Lo fa sapere uno dei sindacati di polizia, il Silp Cgil di Brindisi, che oggi in un comunicato comunica: “Ora siamo sicuri che oltre al Centro di Identificazione ed Espulsione di Restinco, il Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo sempre di Restinco e la tendopoli di Manduria avremo a breve un nuovo Cie nell'ex Base Usaf di San Vito dei Normanni”.

Una rivolta a Restinco di alcuni mesi fa

BRINDISI – Ci ha pensato il Ministero dell’Interno, al posto del Dipartimento della Protezione civile e dell’intero tavolo tecnico istituito, a sciogliere il dilemma su un impiego parziale della ex Base Usaf per l’emergenza immigrazione (secondo le ottiche politiche del governo Berlusconi). Lo fanno sapere i sindacati di polizia Silp Cgil, Siulp e Sap di Brindisi (Osservatorio sindacale provinciale Polizia di Stato), che oggi in un comunicato comunica: “Ora siamo sicuri che oltre al Centro di Identificazione ed Espulsione di Restinco, il Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo sempre di Restinco e la tendopoli di Manduria avremo a breve un nuovo Cie nell'ex Base Usaf di San Vito dei Normanni”.

E l'Osservatorio a ciò aggiunge: “Siamo seriamente preoccupati per la sicurezza dei cittadini di questa provincia”. Il sindacato di polizia non si addentra nelle ragioni della scelta operata senza consultare il territorio dal dicastero retto da Roberto Maroni. Si può ipotizzare che al ministero serva un sito per raffreddare l’emergenza di Lampedusa che è sotto gli occhi del mondo, e spostate altrove la criticità delle masse di immigrati da rimpatriare. Cosa c’è meglio di Brindisi, in questo ragionamento, con un aeroporto a dieci minuti dal sito di una possibile struttura?

Il Ministero dell’Interno, qualora la notizia anticipata dai sindacati di polizia si dovesse rivelare fondata in tutte le sue parti, utilizzerebbe la parte del lavoro di opzione già fatta dalla Protezione civile, puntando su una delle due zone della ex Base Usaf di S.Vito dei Normanni dove esistono strutture abitative che non richiedono né bonifiche né grandi ristrutturazioni, fermo restando il problema di realizzare ex novo la rete delle infrastrutture primarie (energia elettrica, acqua, sistema fognario).

Per Silp, Sap e Siulp una simile scelta sarebbe una iattura per Brindisi, il territorio e l’apparato locale dell’ordine pubblico già duramente provato  come dimostrano le continue rivolte dalla gestione del Cara-Cie di Restinco, malgrado il supporto di unità delle forze armate. “Senza voler innescare sterili polemiche sull’inadeguatezza del sito per ovvie e facilmente riscontrabili problematiche legate alla mancanza di strutture di sicurezza – sottolinea infatti il sindacato di polizia - ovvero sulla assoluta necessità di operare le previste bonifiche delle aree individuate, riteniamo che il comune denominatore che unisce le tre strutture è senza dubbio alcuno l'inadeguatezza  numerica del personale attualmente presente a Brindisi per poter far fronte a questo ulteriore impegno connesso al fenomeno dell'immigrazione”.

I sindacati aggiungono: “Così come il governo ha operato un'attenta analisi sull'aspetto logistico di questo territorio, esigiamo che altrettanta attenta riflessione sia posta sull'attuale e concreta carenza di risorse umane e strumentali. Senza incrementi di personale e di investimenti sulla sicurezza la Polizia di Stato è in ginocchio”. Ma non solo: “I cittadini di questo territorio hanno diritto ad essere rappresentati con serietà e con atti concreti e non con abili giochi da illusionismo, nessuno vuole più mistificanti prodotti venduti da imbonitori. Sono quanto mai urgenti i rinforzi di uomini, mezzi e tecnologie nella Polizia di Stato. I rappresentanti amministrativi dell’intera provincia dovranno essere incisivi e imperiosi e dovranno esigere e pretendere a tutti  i livelli lo stanziamento e l'istituzione presso gli enti preposti di fondi da destinare esclusivamente ai bisogni della sicurezza”.

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