"Nessuna Parentopoli in Stp. Ecco i nomi e i fatti"

BRINDISI – “Sono cose assurde, non cosa faremo. Io tendenzialmente sono contrario alle querele, ma se il consiglio di amministrazione deciderà in tal senso, mi adeguerò”, dice Onofrio Cretì, presidente della Società Trasporti Pubblici di Brindisi, area Pd. L’attacco di Uil e Ugl è stato diretto, esplicito anche nei contenuti: la Stp è una Parentopoli. “Ma tutto ciò che è accaduto è stato condiviso anche da chi lancia queste accuse”, precisa Cretì. E cioè fidanzata e fidanzato dei figli del consigliere Antonio Pisanelli assunti in azienda? “Dal 2009 abbiamo assunto 80 persone. Dovrei conoscere non solo l’albero genealogico di tutte, ma pure sapere con chi sono fidanzate”? Comunque Pisanelli (vedi intervista di ieri su BrindisiReport.it) smentisce tutto.

Bus Stp Brindisi

BRINDISI – “Sono cose assurde, non cosa faremo. Io tendenzialmente sono contrario alle querele, ma se il consiglio di amministrazione deciderà in tal senso, mi adeguerò”, dice Onofrio Cretì, presidente della Società Trasporti Pubblici di Brindisi, area Pd. L’attacco di Uil e Ugl è stato diretto, esplicito anche nei contenuti: la Stp è una Parentopoli. “Ma tutto ciò che è accaduto è stato condiviso anche da chi lancia queste accuse”, precisa Cretì. E cioè fidanzata e fidanzato dei figli del consigliere Antonio Pisanelli assunti in azienda? “Dal 2009 abbiamo assunto 80 persone. Dovrei conoscere non solo l’albero genealogico di tutte, ma pure sapere con chi sono fidanzate”? Comunque Pisanelli (vedi intervista di ieri su BrindisiReport.it) smentisce tutto.

Però ci sono anche accuse al presidente dall’azienda che ha come soci Regione Puglia, provincia e Comune di Brindisi. Testualmente: “Il presidente ha assunto il segretario del suo ufficio come capo ufficio responsabile informatico, senza concorso, e una parente presso il solito ufficio Urp. Quell’ufficio, contrariamente a quanto afferma Pisanelli, ha prodotto nell’intera gestione 2006/2009 una perdita netta di 482.805,47 euro con una perdita operativa di gestione attesa al 2010 di 257.563,34 euro”. La risposta è immediata: “Non ho assunto alcun ex dipendente. E’ invece un giovane che ha sistemato molto bene diverse cose in azienda, è un esperto in informatica”. Possiamo sapere chi è? “Certo, non c’è nulla da nascondere: è Mario Miccoli, non è mio parente ed è di Lecce. Fu chiamato a tempo determinato, poi è stato stabilizzato. Il sindacato sa anche questo”.

E l’addetta all’Urp? “E’ una figlia di una mia cugina e non è alle dipendenze dell’azienda, ma di una delle due società che operano in convenzione con noi per le relazioni esterne e con la stampa. Quindi non vedo cosa c’entri il CdA della Stp”, risponde Cretì. Altra accusa a Cretì da Ugl e Uil, anche questa volta citazione integrale: “In questi giorni si parla molto di un direttore generale che starebbe per essere assunto dal Consiglio di Amministrazione contro il parere di voi soci. La Stp non ha bisogno di un direttore generale ma di un manager che sappia far uscire l’azienda dal pantano in cui è stata portata e rilanciarla sul mercato: un manager con contratto a risultato e a termine”.

“Anche questa volta la risposta è semplice – dice il presidente della Stp -, visto che il piano d’impresa prevede tre manager. Il piano deve essere approvato dal Cda e non dai soci, ma li abbiamo comunque consultati tutti. Noi abbiamo puntato su una figura di direttore generale che ci consentisse di risparmiare su altre figure, e che sostituisse il compianto ingegnere Giovanni Mitrotta. Come risparmieremo? Non istituendo il posto di direttore di esercizio e spalmando quelle mansioni su tutta la struttura”. Possiamo sapere chi è il prescelto? “Certamente: è Michele Zongoli, viene dalla Motorizzazione civile, ed è stato selezionato tra oltre cento aspiranti”.

Quindi presto il confronto con i soci. “Non appena concorderemo la data, convocherò l’assemblea straordinaria. Sarà anche occasione per parlare di spese e di bilanci. Non tutti sanno che i tre soci pubblici coprono solo le spese per 600mila del milione e 50mila chilometri che i nostri mezzi percorrono in un anno, e che abbiamo 150mila euro di interessi passivi a causa delle anticipazioni da noi richieste alla banche sui versamenti trimestrali dei soci, che giungono in ritardo. E che abbiamo sì 4 milioni di debiti, - dice Cretì - ma anche 8 milioni di crediti da riscuotere. Il bilancio del 2009 lo abbiamo chiuso con un passivo di 2,1 milioni. Le ragioni sono quelle, diciamo ordinarie, che ho già citato, ma l’anno scorso abbiamo pagato 226mila euro per una causa del 2002 persa nei confronti di due lavoratori, oltre a 200mila euro in più di assicurazioni e a 370mila euro oneri inclusi per la liquidazione del nostro compianto direttore Mitrotta. Io dico che si rimuovessero alcune condizioni strutturali, sarebbe possibile chiudere in attivo”.

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