"Non era al Comune, trovato al bar": arrestato dai carabinieri, scarcerato dal pm

Accusato di truffa aggravata continuata ai danni dell’Ente. Il pubblico ministero: "Mancano gravi indizi di colpevolezza"

LATIANO - "Non era al Comune, nel suo ufficio, ma al bar durante l'orario di servizio". Con l'accusa di truffa aggravata ai danni dell'Amministrazione di Latiano, è stato arrestato ai domiciliari e scarcerato a distanza di qualche ora, Sandro Di Leo, 40 anni, originario di Mesagne.

L'arresto e la scarcerazione

Il dipendente, impiegato nel settore Attività produttive, è rimasto ristretto nella sua abitazione questa mattina. Nel pomeriggio il pubblico ministero Manuela Pellerino ha firmato il decreto di scarcerazione immediata, restituendo la libertà all'impiegato, difeso dall'avvocato Giancarlo Camassa. Secondo il pm, non sussistono gravi indizi di colpevolezza in relazione all'uso del badge personale.

Il cartellino, infatti, risulta timbrato sia in entrata, all'inizio dell'orario lavorativo, che in uscita, prima cioè che l'impiegato uscisse per andare al bar, per far rientro dopo dieci minuti. Nei prossimi giorni l'indagato affronterà l'interrogatorio in occasione dell'udienza di convalida dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi.

"Da un monitoraggio effettuato dai militari dell'Arma è emerso che, per tutto il periodo sottoposto a controllo, non ha mai rispettato gli orari di lavoro stabiliti da una delibera di giunta che prevede che il dipendente deve effettuare 36 ore settimanali di lavoro, stabilite su 5 giorni lavorativi con orari che si articolano dalle 07.30 alle 14 con un rientro pomeridiano dalle 15.30 alle 19, e una fascia di flessibilità di 30 minuti sia in entrata che in uscita", si legge nella nota diffusa dai carabinieri.

Il badge

Dalle verifiche è emerso che "l’impiegato iniziava le attività di servizio la mattina dopo le ore 08.30, ampiamente dopo l’orario d’ingresso fissato alle 07.30. A questo si aggiungevano le assenze continue dal luogo di lavoro nell’arco della giornata lavorativa in piena autonomia senza nessuna autorizzazione rilasciata dal responsabile di settore". 

"Solitamente dopo aver inserito il badge per segnalare l’entrata e l’avvio nelle attività lavorative, dopo qualche minuto riusciva senza segnalarlo quindi non indicando il motivo dell’assenza, faceva eccezione a questo meccanismo il venerdì giorno in cui era incaricato della riscossione dei tributi per l’occupazione del suolo pubblico nell’area mercatale, in questo caso provvedeva dopo aver inserito il badge a digitare lo specifico codice di “uscita per servizio”.

Il bar

"Nei periodi di assenza dal lavoro lo si incontrava al solito bar, o ad espletare commissioni di natura personale, o a chiacchierare con gli amici. Nelle giornate oggetto di monitoraggio non risulta che all’impiegato sia stato accordato alcun permesso particolare tra quelli previsti per assentarsi. Risulta anzi riguardo allo scorso mese di settembre che per due giorni consecutivi non si sia addirittura presentato sul posto di lavoro senza fornire giustificazione alcuna". "Da alcuni conteggi effettuati è emerso che avesse un saldo negativo nei confronti dell’amministrazione, per l’anno 2018, ammontante a 165 ore".  Questa mattina l'arresto con successiva scarcerazione.

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