"Non so chi sia stato, ma ho paura"

BRINDISI - “Ho passato la notte a piangere e pensare se ho fatto del male a qualcuno, o se i miei comportamenti hanno potuto offendere qualcuno e non sono riuscito a trovare un solo motivo che giustifichi l'incendio alla mia auto. Io sono pulito, non ho nemici, non li ho mai avuti, non ho mai guardato una sola donna che appartenga a qualcun altro, non mi sono mai permesso di offendere la gente”.

Il distributore del centro commerciale Le Colonne

BRINDISI - “Ho passato la notte a piangere e pensare se ho fatto del male a qualcuno, o se i miei comportamenti hanno potuto offendere qualcuno e non sono riuscito a trovare un solo motivo che giustifichi l'incendio alla mia auto. Io sono pulito, non ho nemici, non li ho mai avuti, non ho mai guardato una sola donna che appartenga a qualcun altro, non mi sono mai permesso di offendere la gente”.

“Non riesco proprio a capire perché sono caduto nel mirino di quei piromani, perchè proprio io che ora non ho un altro mezzo per andare a lavorare e nemmeno i soldi per riparare i danni subiti, non so nemmeno a chi rivolgermi”. È questo lo sfogo di Carlo Ronchi, 37 anni di Statte (Taranto) dipendente da 12 anni della “Coop Estense”, cassiere al distributore di benzina che si trova all'esterno del centro commerciale “Mongolfiera” di Brindisi, ma anche del supermercato.

Ieri poco dopo le 12, durante il suo orario di lavoro, qualcuno ha incendiato la sua Opel Astra parcheggiata nell'area riservata ai dipendenti. Il cassiere ieri era di turno nel supermercato e non nel gabbiotto del distributore. Il danno arrecato alla vettura ammonta intorno ai 4mila euro, l'auto è assicurata contro il furto e l'incendio ma trattandosi di “dolo” il danno subito non può essere rimborsato. L'azienda non ha macchine “di cortesia” e il dipendente della “Coop Estense”, sede di Brindisi, non può permettersi l'acquisto di un'altra auto.

“Sono nei guai e non per colpa mia e non so come uscirne. Vivo con i miei genitori, mio padre è un pensionato, mia madre non lavora, la mia abitazione è stata danneggiata dalla tromba d'aria che si è abbattuta su Statte il 28 novembre scorso, con il mio stipendio aiuto la mia famiglia, adesso non so proprio come fare e soprattutto ho paura di tornare a Brindisi”.

“Posso farmi prestare un'auto col rischio che può essere data alle fiamme? Non voglio passare per il caso umano di turno ma davvero non so come fare, mia sorella non riceve lo stipendio da dodici mesi perché l'azienda che dirige è in crisi”. Il 37enne tarantino sostiene che l'attentato incendiario messo a segno ieri mattina nel parcheggio del centro commerciale Brindisino era probabilmente rivolto all'azienda.

“La mia auto era l'unica parcheggiata in quel posto, i miei colleghi erano già andati via, la vettura si trovava vicino al generatore di carburante, sono convinto che il gesto non era rivolto alla mia persona ma all'azienda, la stessa che nel passato è stata bersagliata da atti criminosi di ogni genere: furti, rapine, incendi. Nel mio paese non ho nemici e a Brindisi conosco pochissime persone, nessuno che possa volermi così male”.

“Non riesco proprio a trovare un solo piccolissimo motivo per cui proprio io sia diventato bersaglio di questi piromani, la mia vita privata è fatta di buoni rapporti con tutti, e se non so da chi devo difendermi davvero non so come affrontare questa situazione”.

Carlo Ronchi è disposto a ripeterlo all'infinito.

“Certo capita spesso quando sono di turno alla cassa del distributore che qualche furbetto pretende che alzi la sbarra senza farlo pagare, e lì ovviamente nasce il litigio, ma è una situazione quotidiana che capita anche ai miei colleghi, non so se qualcuno ha deciso di vendicarsi ma se è così allora qualcuno ci deve tutelare”.

Un bravo ragazzo, Carlo Ronchi che nelle ore libere, in questi giorni, sta offrendo il suo tempo alla macchina della solidarietà che si è messa in moto nel suo paese per sgomberare le case demolite dalla tromba d'aria. “Proprio per la mia disponibilità nei confronti della mia gente ieri il carro attrezzi ha rimosso la mia vettura a titolo gratuito. È arrivato a Brindisi da Statte senza prendersi un soldo. In molti stanno cercando di aiutarmi ma il danno è elevato e soprattutto ora ho una gran paura di tornare a Brindisi, non mi sento tutelato su nessun fronte, qualcuno deve aiutarmi, non posso essere lasciato solo”.

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