Torre Guaceto: "Posizionate dal Comune di Carovigno le traversine ferroviarie"

Nota dell'ente gestore dell'oasi sulla presenza di rifiuti pericolosi nella zona degli stagni della riserva. Si indaga per risalire ai responsabilie

“E’ stato il Comune di Carovigno a posizionale le traversine ferroviarie nell’oasi di Torre Guaceto, nell’ambito di un finanziamento statale per interventi che ha poi realizzato nell’area di Torre Guaceto, ottenuto prima dell’istituzione della Riserva stessa, datata al 4 febbraio del 2000”. Dopo il sopralluogo congiunto dell’Arpa e della sezione operativa navale della guardia di finanza di Brindisi, arriva un comunicato del consorzio di gestione di Torre Guaceto sulla presenza di rifiuti pericolosi, potenzialmente cancerogeni, nella zona delle paludi della riserva marina, dove 1300 traversine sono state utilizzate per realizzare una palizzata fra lo stagno e il sentiero.

Arpa e Finanza, d'intesa con la Procura della Repubblica di Brindisi, hanno avviato un’indagine per risalire ai responsabili della gestione illecita dei rifiuti speciali. “Tali traversine – si legge nella nota - sono finite al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori perché a suo tempo trattate, per favorirne la conservazione con olio di creosoto, che dal giugno 2003 non può più essere immesso sul mercato, perché rilascia sostanze chimiche tra le quali il ossia benzo(a)pirene, indicata come cancerogena per l’uomo”.

traversine ferroviarie a Torre Guaceto-2-2-3

Il personale del Consorzio, dunque, ha spiegato che fu l’amministrazione comunale di Carovigno, come ipotizzato nel 2015 dal segretario del circolo di Carovigno del Partito Comunista, Tonino Mosaico, a realizzare la palizzata con materiale nocivo. L’ente, nell’ambito del monitoraggio ambientale ed ecologico, “svolge un’azione di controllo costante degli habitat; tale attività è integrata a livello istituzionale da Arpa Puglia che, in ottemperanza del D.Lgs n. 152/06 e s.m.i. per il monitoraggio dei corpi idrici superficiali, ha un punto di campionamento valevole per il corpo idrico caratterizzato come acque di transizione, nella zona paludosa sita in corrispondenza delle su citate traversine”.

“Tra le analisi previste per questo genere di acque – si legge ancora nel comunicato - vi è il controllo del benzo(a)pirene. Dalla relazione finale relativa all’annualità 2014-15, approvata con DGR Puglia n. 26 del 24 gennaio 2017, lo stato chimico delle acque, dei sedimenti e del biota è classificato “buono”. Arpa non rileva, quindi, concentrazioni di benzo(a)pirene degne di nota; non esiste, infatti, alcun cenno specifico nel rapporto ufficiale”.

"Nonostante il posizionamento delle traversine non siano stato realizzato dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto e ad oggi – prosegue l’ente gestore - nessuna comunicazione da parte della Regione Puglia sia giunta a questo Ente riguardo a potenziali pericoli causati dalla presenza delle stesse, nel 2015 il Consorzio ha comunque elaborato un progetto preliminare che ne prevedeva l’eliminazione; approfondita la tematica come richiesto dal Ministero dell’Ambiente (che, in sede di parere tecnico del 08.05.2015, aveva dichiarato che le traversine potevano comunque “restare in loco”), nel 2016 il Consorzio ha affidato incarico per la stesura di progetto definitivo, in attesa che la Regione Puglia emani bandi nell’ambito del Programma Operativo 2014-20 per finanziare tali interventi”.

Quella delle traversine è una delle prime questioni di cui dovrà occuparsi il prefetto Mario Tafaro, che da oggi è il nuovo presidente del consorzio. 

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