Nove rapine in meno di tre mesi, armati di pistola e coltello: sgominata una banda

In un caso colpirono la vittima con il calcio di una pistola. In un altro ingaggiarono una colluttazione con un farmacista. Erano spregiudicati e senza scrupoli i cinque presunti componenti di una banda che da settembre a novembre del 2014 avrebbe seminato il panico fra San Vito dei Normanni, Carovigno, Latiano e San Michele Salentino, mettendo a segno 9 rapine

Dietro la scrivania, il tenente Fausto Mazzotta e il capitano Diego Ruocco, durante la conferenza stampa

SAN VITO DEI NORMANNI – In un caso colpirono la vittima con il calcio di una pistola. In un altro ingaggiarono una colluttazione con un farmacista. Erano spregiudicati e senza scrupoli i cinque presunti componenti di una banda che da settembre a novembre del 2014 avrebbe seminato il panico fra San Vito dei Normanni, Carovigno, Latiano e San Michele Salentino, mettendo a segno 9 rapine, di cui 8 ai danni di altrettanti esercizi commerciali e una in abitazione. Tre indagati si trovavano in stato di libertà quando stamani hanno ricevuto la visita dei carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Diego Ruocco, esecutori di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip del tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, su richiesta del pm Daniela Iolanda Chimienti. 

Gli arrestati. Si tratta di Maurizio Natola, 33 anni, di Carovigno; Giovanni Nigro, 46 anni, di San Vito dei Normanni; Giovanni De Benedictis, 21 anni, di San Vito dei Normanni. Il 49enne Claudio Pomes si trovava già recluso in carcere per altri motivi. Il quinto componente della banda è un sanvitese la cui posizione è al valgio del tribunale dei minorenni, in quanto aveva 17 anni all'epoca dei fatti.La pistola sequestrata-2-4

Le accuse contestate sono a vario titolo rapina in concorso, lesione personale, ricettazione, porto illegale di armi da fuoco e porto illegale di oggetti atti a offendere. Le indagini hanno visto impegnati per mesi i militari delle stazioni dell’Arma in cui sono avvenuti i colpi, sotto la regia del comandante del Norm della compagnia di San Vito dei Normanni, il tenente Fausto Mazzotta. Due aspetti si sono rivelati fondamentali durante l’attività investigativa: la perfetta conoscenza delle persone orbitanti in contesti malavitosi mostrata dalle forze dell’ordine; lo studio delle movenze e delle fattezze fisiche dei banditi, ripresi dalle telecamere di cui erano dotati i negozi saccheggiati. Ognuno di loro aveva un’andatura e un particolare modo di impugnare l’arma. Natola è stato inchiodato invece da un tatuaggio. 

Le armi. Quasi tutti gli indagati, incalzati dai carabinieri, hanno ammesso le loro colpe. Sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, i sodali condividevano un piccolo arsenale. Sotto sequestro sono finite tre armi: una  Beretta calibro 7,65 risultata rubata a Sava (Taranto) con caricatore provvisto di 8 cartucce, trovata in un casolare in stato di abbandono nell’agro di San Vito dei Normanni; una pistola a salve, modificata per l’impiego di munizionamento di arma comune da sparo calibro 6,35, rinvenuta sempre nell’agro di San Vito dei Normanni, nascosta all’interno di un muretto a secco; un coltello di circa 40 centimetri. Gli assalti sarebbero stati effettuati da due o tre persone per volta. Uno restava in auto a fare da piantone, mentre i complici, con volto coperto da passamontagna, facevano irruzione nel negozio. 

La pistola sequestrata 2-5Le rapine. Il 19 settembre del 2014, fu rapinato lo store “Euronics” situato a Carovigno. I malviventi, sotto la minaccia di un coltello, si fecero consegnare 1700 euro. 

Il 26 settembre, venne saccheggiata l’agenzia di scommesse “Scommettendo” di Carovigno. Anche in questo caso, due banditi armati di coltello minacciarono i dipendenti, racimolando un bottino di 1500 euro. 

L’1 ottobre, in occasione dell'assaltato a uno studio medico di Carovigno di proprietà del dottor Locorotondo, venne puntato il coltello contro il marito di una paziente. Il bottino fu di circa 195 euro. 

l 25 ottobre fu la volta del supermarket Meta di San Vito dei Normanni, al cui interno fecero irruzione un paio di banditi armati sempre di coltello, che prelevarono circa 1300 euro in contanti. 

Il 30 ottobre, nel mirino della banda finì la rivendita di tabacchi Vitale di San Michele Salentino. Il bottino fu misero: appena 40 euro. 

Il 3  novembre, si vissero momenti di terrore all’interno del negozio Eskimo di Carovigno, dove almeno due balordi armati di coltello e pistola si fecero consegnare 450 euro. 

Il 4 e il 9 novembre, i banditi diedero prova di tutta la loro ferocia e determinazione. Nel primo caso, i malfattori entrarono in azzione all’interno della farmacia Rigliano di Latiano. Erano due, entrambi a volto coperto. Uno impugnava un coltello. L’Altro una pistola. Il copione è lo stesso delle altre rapine.  Dopo essersi fatti consegnare 2mila euro, i rapinatori si danno alla fuga. Uno dei due, però, si fa cadere la pistola, provocando la reazione coraggiosa della vittima, che tenta di disarmare il bandito. Ne scaturisce una colluttazione, al termine della quale i delinquenti riescono a dileguarsi. 

Particolarmente efferata è la rapina perpetrata il 9 novembre. Gli indagati intendevano svaligiare l’appartamento di una facoltosa persona di Il coltello-2Carovigno. Ma sbagliano bersaglio e fanno irruzione nella casa di una modesta famiglia. Le vittime, minacciate con una pistola, consegnano ai malviventi il denaro che avevano con loro: appena 200 euro. Nessuno oppone resistenza. Ma uno dei balordi, senza alcuno motivo, colpisce un uomo con il calcio dell’arma, provocandogli una ferita lacero-contusa alla testa giudicata guaribile in due giorni. 

L’ultimo colpo risale all’11 novembre, quando i banditi, armati di pistola, assaltarono il negozio “Baby moda” di Carovigno, racimolando appena 30 euro. Il valore complessivo del bottino dei nove colpi ammonta circa 8mila euro. 

Secondo gli investigatori, i “profitti” venivano distribuiti in parti uguali. Non c’era un vero e proprio capo. Si fidavano l’uno dell’altro. Delle volte utilizzavano la Fiat Punto di Natola. In altre occasioni, la Renault Clio di Nigro. Due di loro (lo zio Claudio Pomes e il nipote Giovanni Nigro) erano legati da un vincolo di parentela. 

Tutti erano già noti alle forze dell’ordine. Natola (nella foto a sinistra), in particolare, era già balzato agli onori delle cronache. Lo scorso 18 aprile Maurizio Natola-3venne infatti arrestato poche ore dopo aver assaltato la farmacia Epifani di via Vittorio Emanuele, a Francavilla Fontana. Era armato di pistola. Si fece consegnare quasi 200 euro. Grazie all’identikit fornito dai testimoni e a una serie di ulteriori accertamenti investigativi, i carabinieri della compagnia di San Vito risalirono direttamente a lui. 

Lo stesso ha alle spalle anche una condanna per rapina e violenza sessuale. Si tratta di fatti risalenti al 5 agosto del 2008, quando Natola, con la complicità di un altro carovignese, bloccò una giovane dipendente di un pub sulla porta della sua villetta di Torre Santa Sabina. La malcapitata venne picchiata e legata ad un albero con il foulard che aveva al collo. Poi Natola perse la testa del tutto e la violentò. Venne condannato a 6 anni di reclusione sia in primo grado che in Appello. (Nelle foto in basso, Giovanni Nigro e Giovanni De Benedictis)

        Giovanni Nigro-4-2 Giovanni De Benedictis-3                                                       

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Carabiniere contromano, un morto e due feriti: arrestato

  • Cattivi odori dalla lavatrice: alcuni rimedi naturali per eliminarli

  • Incidente mortale sulla superstrada: lunedì i funerali del dipendente comunale

  • Falso allarme bomba: tribunale di Brindisi evacuato per due ore

  • Violento scontro fra auto e scooter a Brindisi: grave un 15enne

  • Temporali e scirocco: allerta meteo gialla per Brindisi e Salento

Torna su
BrindisiReport è in caricamento