Ricatti sessuali e truffe sul web, individuata un'altra vittima

Anche una giovane donna di Bergamo nella lista delle persone ricattate da un 34enne di Torre Santa Susanna, arrestato nel luglio scorso

TORRE SANTA SUSANNA – C'è un’altra vittima della spirale di ricatti a sfondo sessuale attuati sul web da un uomo di 34 anni di Torre Santa Susanna, ora detenuto ai domiciliari, che nel luglio del 2018 era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi per sette estorsioni di cui tre tentate, tre truffe e una violenza privata, reati commessi in un arco temporale che va dall’ottobre 2017 al febbraio 2018, nei riguardi di dieci donne residenti in  varie regioni del territorio nazionale: Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia.

All’elenco si aggiunge una ragazza di Bergamo, conosciuta dal soggetto in questione su un sito online di incontri. Per tale vicenda, è scattata una nuova denuncia per tentata estorsione e truffa. L’indagato, dopo aver agganciato la nuova vittima, ed aver ottenuto dalla giovane donna foto raffiguranti anche le parti intime, ha cominciato ad inviarle richieste pressanti anche telefoniche per estorcerle denaro, minacciando di divulgare le immagini sui social.

Il modus operandi è stato sempre lo stesso rispetto a quanto accertato nell’ambito delle indagini che lo scorso anno condussero all’arresto del 34enne. Aveva agito nascondendo la propria identità usando un nickname, "Emanuele", ricordano i carabinieri, e presentandosi con un profilo rassicurante, sereno, come un individuo che viveva in solitudine, in cerca di amicizia e di una storia sentimentale duratura. In alcune circostanze si era presentato come bancario e single, per proporsi come uomo affidabile e tranquillo, al fine di conquistare la fiducia delle vittime che gli inviarono alcune foto che ritraevano le proprie parti intime.

Acquisite le foto, gettava la maschera e rivelava le sue vere intenzioni formulando alle parti offese le stesse minacce con richiesta di denaro, facendo leva sul loro timore di vedere violata la propria privacy in maniera così squallida. In cambio, l’estorsore chiedeva somme di entità variabile tra i 200 e i 300. Il denaro ottenuto dalla vittima che cedevano al ricatto finivano sulla carta Postepay di una ex fidanzata del soggetto, estranea alla vicenda, che ne aveva a suo tempo consentito l’uso senza sospettare alcunché, mentre per i contatti telefonici con le donne finite nella trappola venivano utilizzate due Sim intestate l’una ad una congiunta, e una seconda attivata da un’amica di famiglia che l’aveva poi ceduta all’arrestato, anch’esse risultate estranee ai fatti. Tre tentativi di estorsione non si sono concretizzati per la resistenza delle vittime al ricatto.

I carabinieri avevano accertato anche altre truffe seguendo la pista della Postepay e delle schede telefoniche. Pure in quel caso le vittime erano donne, tre per l’esattezza. Attraverso la pubblicazione di un unico annuncio sul sito www.subito.it, con oggetto la vendita di cuccioli di cuccioli di “bulldog francese”, il 34enne era riuscito a suscitare l’interesse l’attenzione delle potenziali acquirenti, due liguri e una sarda, alle quali ha inviato tramite Whatsapp alcune foto degli animali per rendere l’offerta credibile, facendosi quindi accreditare in più tranche, quale acconti per le prenotazioni, somme oscillanti dai 100 ai 200. Dopo aver incassato il denaro non si è presentato all’appuntamento per la consegna dei cuccioli e più volte contattato dalle donne non ha più risposto al telefono.

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