Nuovo sottopasso respingi-disabili

BRINDISI - Nelle località turistiche greche il tema impazza in tutte le salse grafiche sulle t-shirt da quando il film "300" ha fatto il giro del mondo: "Questa è Sparta!", con la raffigurazione di un soggetto che rifila un calcio nel sedere ad un altro, spedendolo in un pozzo senza fondo. Ora si potrebbe riciclare la faccenda con la Merkel che schiaffa una pedata alla Grecia buttandola in baratro e la scritta "Questa è l'Europa!". Ma c'è anche un'applicazione locale: "Questa è Brindisi!", con un tizio in tuta di una municipalizzata che rifila un calcio in culo a un disabile.

Il montascale del nuovo sottopasso. Richiede l'intervento di un addetto

BRINDISI - Nelle località turistiche greche il tema impazza in tutte le salse grafiche sulle t-shirt da quando il film "300" ha fatto il giro del mondo: "Questa è Sparta!", con la raffigurazione di un soggetto che rifila un calcio nel sedere ad un altro, spedendolo in un pozzo senza fondo. Ora si potrebbe riciclare la faccenda con la Merkel che schiaffa una pedata alla Grecia buttandola in baratro e la scritta "Questa è l'Europa!". Ma c'è anche un'applicazione locale: "Questa è Brindisi!", con un tizio in tuta di una municipalizzata che rifila un calcio in culo a un disabile.

Il tema c'azzecca, stando al resoconto che abbiamo ricevuto su una vicenda che riguarda il nuovo, pubblicizzatissimo, sottopassaggio tra via Torpisana e la stazione Ferroviaria, cordone ombelicale - oltre a via Ponte Ferroviario e alcavalcavia De Gasperi, tra la Commenda e il centro cittadino. Ecco la storia che ci racconta Fabio Mollica. Questa mattina, dopo due ore di attesa davanti e all’interno del nuovo sottopassaggio che unisce via Tor Pisana a piazza Crispi, Cosimo Todisco, la moglie Giovanna ed il figlio Antonio, costretto su una carrozzina, hanno dovuto rinunciare alla passeggiata in centro.

"Alle 11 abbiamo telefonato al numero verde riportato sul cartello piazzato davanti al sottopassaggio, ed abbiamo chiesto che l’operatore venisse ad attivare l’ascensore per la carrozzella. Prima ci è stato risposto che non c’era altro personale in ufficio, poi, dopo un’ora e dopo aver chiamato carabinieri e vigili urbani, è arrivato un dipendente della Multiservizi, che però non aveva le chiavi adatte a sbloccare l’ascensore. Verso le 12.30 finalmente, e grazie alla pazienza del dipendente dell’azienda, l’ascensore è stato sbloccato in discesa. Giunti dalla parte di piazzale Crispi, però, l’ascensore in salita non funzionava. Morale della favola: dopo due ore circa di attesa, abbiamo deciso di tornarcene a casa".

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Cosimo Todisco, oltre al mancato funzionamento del macchinario e al pessimo servizio offerto dalla Multiservizi, denuncia anche il fatto che il servizio sia garantito solo fino alle ore 20: d’estate, dunque, i cittadini disabili che volessero fare una passeggiata al centro, saranno costretti a farla solo in orario diurno, sotto il sole cocente. Se si assume la gestione di un servizio, le regole sono poche ma essenziali: bisogna assicurasi e garantire che tutto funzioni è la prima; la seconda è garantire il servizio alle categorie deboli in una fascia oraria che non le penalizzi. Se ci si accorge che gli impianti non funzionano, si segnala il caso a chi di dovere. Se non si ha la possibilità per tutelare al massimo le fasce protette, si lascia il posto ad altra azienda.

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