Dopo gli arresti, anche i Daspo per sei ultras violenti del Monopoli

Erano già ai domiciliari per l'aggressione ai tifosi della Virtus Francavilla. Per quattro di loro divieto della durata di sei anni

La questura di Brindisi

BRINDISI - Nella mattinata odierna personale della Polizia di Stato di Brindisi ha notificato ai sei tifosi del Monopoli  già sottoposti a misure cautelari, provvedimenti interdittivi alle manifestazioni sportive di natura calcistica, i cosiddetti Daspo, emessi dal questore Maurizio Masciopinto in conseguenza dei fatti accaduti al termine dell’incontro di calcio  Monopoli 1966 contro Virtus Francavilla Calcio, disputatosi il 30 ottobre 2018 presso lo stadio comunale di Monopoli.

In particolare per 4 soggetti è stata disposto il Daspo di 6 anni con la prescrizione dell’obbligo della presentazione alla P.G. in occasione di incontri disputati dalla squadra del Monopoli. Tale misura è stata adottata, essendo anche emerso nel corso delle indagini che gli stessi autori dell’aggressione erano già destinatari di analogo provvedimento di prevenzione emesso dal Questore di Bari.

Nella mattina del 5 dicembre, personale della Digos della questura di Brindisi e del commissariato di Ostuni, con la collaborazione del commissariato di Monopoli, avevano proceduto all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal gip Stefania De Angelis, su richiesta del pm Manuela Pellerino del 30 novembre 2018, nel procedimento penale a carico di indagati per una serie di reati connessi alla violenza in ambito sportivo.

Infatti,  gli arrestati, immediatamente dopo il termine dell'incontro calcistico tra Monopoli 1966 e Virtus Francavilla calcio, valevole per la coppa Italia di Lega Pro Nazionale avevano seguito, a bordo di due auto, una Renault Scenic sulla quale viaggiavano un gruppo di giovani tifosi del Francavilla Calcio che avevano assistito all’incontro presso lo stadio comunale di Monopoli. Ad un certo punto giunti nel territorio di Ostuni, ritenendo che ci fossero le condizioni giuste per l’agguato, gli ultras bloccavano la marcia della Renault, tagliandole la strada, mentre l’altro veicolo si fermava la Renault. 

A quel punto i tifosi del Monopoli  davano il via all'assalto ai tifosi del Francavilla impossibilitati a fuggire. Poi, sotto la minaccia di una mazza da baseball, veniva intimata alle vittime la consegna lo striscione. Nel corso dell'azione violenta venivano frantumati il lunotto posteriore ed il vetro laterale destro della Renault, e i giovani tifosi francavillesi riportavano varie lesioni personali causate dalle percosse con la mazza.

Gli ultras del Monopoli, tentavano anche di incendiare la vettura delle vittime lanciandovi un petardo all’interno un bengala, che prontamente veniva però raccolto da uno dei giovani tifosi del Francavilla e rilanciato all'esterno, azione che gli costava ustioni alla mano. Tutto cessava nel momento in cui venivano sottratti tutti i vessilli della Virtus Francavilla e gli assalitori si davano alla fuga.

I giovani aggrediti chiedevano soccorso alla polizia che interveniva sul posto raccogliendo le prime notizie utili alle indagini, avviate immediatamente dal commissariato di Ostuni, della Digos di Brindisi e del commissariato di  di Monopoli per individuare gli autori dell'aggressione. Il territorio d'indagine era naturalmente quello degli ambienti della tifoseria del Monopoli, nonostante l’episodio fosse accaduto a notevole distanza. La conferma arrivava dalla visione del pregevole quantitativo di filmati acquisiti, e tassello dopo tassello si riusciva a ricostruire in maniera capillare la dinamica dei fatti.   

L’attività investigativa si avvaleva infatti di acquisizione e visione di video, oltre che di analisi di tabulati telefonici ed in ultimo delle stesse ammissioni di colpa rese dai responsabili, ed ha consentito di raccogliere elementi di assoluto rilievo probatorio sugli indagati,, tutti appartenenti alla frangia ultras di Monopoli denominata “Bad Boys”.

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